Documentazioni

Ilaria Mussini e Barbara Zoccatelli

 

Documentare nel territorio

OFFICINA MUSICA - Batibōi Gallery, 3 giugno - 1 luglio 2023, Cles (Tn)

Il progetto di documentazione presentato in queste pagine è una piccola mostra intitolata “Officina musica” allestita nell’estate 2023 in concomitanza con l’esposizione “I sensi della musica. Storie e racconti di suoni e strumenti musicali” di Palazzo Assessorile a Cles, in Trentino.

La mostra è frutto della felice collaborazione fra le realtà educative, scolastiche, culturali e artistiche del territorio di Cles, capoluogo della Valle di Non, con la regia della Batibōi Gallery, uno spazio che intreccia arte e pedagogia, gestito dalla cooperativa La Coccinella con il Comune e la biblioteca di Cles.

L’idea era quella di rendere visibili e disponibili oltre le mura scolastiche, nei luoghi della città, i pensieri, gli sguardi e le sensibilità dei cittadini più giovani su un linguaggio universale e prezioso come quello della musica, capace di parlare a piccoli e grandi, di generare emozioni e risonanze, di raccontare storie.

L’esposizione ha raccolto e valorizzato il punto di vista delle bambine e dei bambini delle tre scuole dell’infanzia di Cles sul tema della musica durante un percorso laboratoriale progettato e condotto dall’atelierista della Batibōi Gallery in stretta sinergia con la biblioteca e la scuola di musica “Celestino Eccher”. I laboratori hanno previsto un primo incontro esperienziale con musica dal vivo e performance teatrale e un successivo incontro con realizzazione di bozzetti e disegni dal vero di strumenti musicali: questi ultimi sono stati i protagonisti della mostra. Durante i momenti di apertura, postazioni di laboratorio grafico all’interno dello spazio espositivo hanno permesso l’ideazione di continui oggetti e disegni che hanno alimentato la mostra stessa.

UNA MOSTRA SEMPLICE

Vediamo ora più da vicino alcuni accorgimenti tecnici caratterizzanti un progetto espositivo di questo tipo, che per la sua semplicità, si presta a varcare le soglie della scuola dell’infanzia per portare il punto di vista dei bambini in una varietà di spazi e contesti, sia all’interno che all’aperto, in luoghi frequentati da tutta la comunità. Gli sguardi, i pensieri, le idee e le teorie dei bambini vengono resi visibili e quindi condivisibili e comunicabili e possono trovare casa in molti luoghi delle nostre città, paesi, quartieri: biblioteche, musei, centri culturali, parchi, case di riposo, sale d’attesa, ma anche negozi, ambulatori…

In fase progettuale sarà importante ispirarsi a criteri di pulizia, linearità e leggerezza, bilanciando testi, foto, grafiche ed elaborati dei bambini per fare in modo che il linguaggio delle immagini e quello delle parole possano potenziarsi reciprocamente per trasmettere messaggi chiari ed efficaci. 

IMMAGINI

Disegnare dal vero: le grafiche e i disegni delle bambine e dei bambini sono l’ingrediente principale e i protagonisti assoluti di questa piccola mostra. L’ascolto, l’esplorazione, l’osservazione attenta degli strumenti musicali e la proposta di ritrarli consente ai bambini di coglierne la complessità e la bellezza. Disegnare il mondo è già un po’ conoscerlo: la forza espressiva del segno permette di trattenere tutti i dettagli che i bambini sanno cogliere.

Fotografie: se il progetto espositivo prevede anche la presenza di fotografie, particolare attenzione andrà dedicata alla fase di selezione: dovranno essere belle, espressive e saper raccontare i processi mettendo a fuoco relazioni, evoluzioni e scoperte, capaci di accendere domande e il desiderio di approfondire.

Formati: per ottimizzare il lavoro si può giocare sui formati classici: A3, A4 e A5. Se ci fosse la possibilità di stampare in tipografia si potrebbero selezionare alcuni soggetti da valorizzare per il banner/manifesto della mostra e per alcune stampe più grandi e colorate per dare movimento ad un’esposizione molto giocata sul bianco nero. I colori andranno scelti in armonia cromatica con le foto e/o con gli ambienti che accoglieranno la mostra.

Spazi bianchi: la parete, il pannello o la pagina su cui lavoriamo non dovrebbero essere completamente saturati da immagini e testi ma dovrebbero poter respirare, grazie alla presenza di spazi vuoti. Riconoscere valore agli “spazi bianchi” come elementi chiave del progetto espositivo sostiene la costruzione di un’impostazione complessiva pulita, leggera, armonica e, pertanto, efficace in termini comunicativi ed estetici.

PAROLE

Titolo: dovrebbe centrare il tema comunicandolo in modo sintetico e immediato. Una scelta efficace può essere: un titolo breve ed evocativo, che utilizza per esempio le parole dei bambini, accompagnato da un sottotitolo più descrittivo in grado di dare alcune informazioni di contenuto.

La voce dei protagonisti: per restituire le esperienze nel modo più autentico e per dare forza espressiva alla comunicazione è fondamentale mettere in evidenza le parole dei bambini e degli adulti che vi hanno preso parte; queste sono particolarmente preziose perché uniche e introvabili altrove.

Parole d’autore: prendere in prestito brevi citazioni e passaggi dalla letteratura, dalla poesia, dalla scienza e dai diversi mondi dell’arte e del sapere per aprire lo sguardo oltre i confini dell’ambito pedagogico-educativo può certamente arricchire il progetto espositivo, purché a piccole dosi per non appesantire la narrazione.

  

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