Linee zerosei

a cura di Donatella Savio

Linee zerosei offre un approfondimento sulle Linee pedagogiche per il sistema integrato “zerosei” attraverso un dialogo con chi le ha tracciate

 

Le linee pedagogiche e la scuola dell'infanzia

In dialogo con Laura Donà, Commissione nazionale zerosei

 

Con il contributo sulla Parte VI delle Linee Pedagogiche, presentato nel precedente numero di questa rubrica, abbiamo ultimato la presentazione del documento da parte di autori che hanno contribuito alla sua redazione. Per arricchire questa presentazione ci pare utile portare in evidenza la prospettiva della scuola dell’infanzia, in quanto si trova a svolgere un delicato ruolo di ponte tra il segmento educativo dello 0-6 e l’avvio della scuola dell’obbligo. Ruolo delicato e difficile perché, soprattutto con l’uscita delle Linee Pedagogiche, chiede di non posizionarsi da una parte o dall’altra del ponte, ma di mantenersi “terra di mezzo” per costruire continuità e coerenza pedagogica con una prospettiva che guarda tanto allo 0-6 quanto alla scuola primaria. Insomma, per la scuola dell’infanzia si tratta di far riferimento alle Linee Pedagogiche e ai recentissimi Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia intrecciandoli con le Indicazioni nazionali per il curricolo del 2012, intreccio del resto previsto dal D.Lgs. 65\2017. Per approfondire questa prospettiva abbiamo chiesto il contributo di Laura Donà, Dirigente tecnico USR per il Veneto e membro della Commissione nazionale 0-6.

  

L’attenzione al sistema integrato 0-6 avviata con la legge 107 del 2015 e attualizzata con il D.Lgs 65 del 2017 ha riportato al centro del sistema scolastico italiano il dibattito sulla diffusione e rilevanza dei servizi per l’infanzia per i due segmenti dello 0-3 e del 3-6.

L’uscita del documento definitivo delle Linee pedagogiche nel novembre 2021, in particolare, ha aperto una riflessione interna alle scuole dell’infanzia dei diversi territori regionali, provinciali e comunali, accomunando per alcuni aspetti le scuole statali, paritarie comunali, di enti religiosi e privati, all’interno del complesso quadro diversificato dei soggetti coinvolti nel funzionamento delle scuole dell’infanzia.

Il documento si intreccia con le Indicazioni nazionali per il curricolo del 2012, con l’aggiornamento operato nel 2018 Indicazioni nazionali e nuovi scenari e con i nuovi Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia, usciti nel febbraio 2022. Questo “kit” di documenti va conosciuto, discusso, argomentato e utilizzato nei diversi livelli tra i soggetti interessati. 

Cosa sta succedendo nel sistema dell’istruzione e quindi nel segmento 3-6 delle scuole dell’infanzia?

Le parti di quello che possiamo definire “cuore pedagogico” delle Linee pedagogiche, ossia la III, la IV e la V sono oggetto di percorsi formativi congiunti nelle sedi dei Coordinamenti Pedagogici Territoriali (CPT) e nelle scuole dell’infanzia statali aggregate in più Istituti, nei coordinamenti FISM delle scuole paritarie e nelle iniziative formative di comuni ed enti specifici.

La domanda che nasce dalle scuole dell’infanzia è come innovare i piani dell’offerta formativa, come ricentrare e rileggere l’impianto educativo e organizzativo delle scuole utilizzando gli stimoli indicati nel testo delle Linee Pedagogiche.

Sembrano emergere due attenzioni diffuse: una collegata a una rifondazione dell’accoglienza e dei processi di accompagnamento di bambini e bambine nel percorso di crescita e di apprendimento; l’altra connessa alla condivisione di itinerari di continuità tra partner educativi, ragionando sui processi fondamentali da tenere presenti al nido e nelle scuole. Nel contempo si sta anche riflettendo sulle alleanze con le famiglie affinché queste nuove azioni si possano concretizzare in precisi progetti di continuità, declinati in una serie di interventi e attenzioni da mettere in atto.

Interessante quello che annota un’insegnante che fa parte di un CTP provinciale sull’apporto delle Linee pedagogiche: “La scuola è sognata come un luogo in cui fermarsi per ridare spazio all’infanzia, all’ascolto dei bisogni, a modalità di lavoro meno incalzanti, dove aprire nuove possibilità e approcci pedagogici, superando le resistenze al cambiamento”1.

L’attivazione dei CPT, presenti in alcune regioni dal 2019, supporta la riflessione congiunta e l’utilizzo delle Linee Pedagogiche come un documento cerniera nel sistema 0-6, che include dialoghi, confronti, lessico comune per costruire comunità educanti che riportino il senso dell’agire educativo nei diversi contesti delle strutture educative e scolastiche.

Le scuole dell’infanzia sono aiutate dalle Linee pedagogiche a darsi tempo per riflettere sul come porsi verso i bambini, su quali priorità intervenire, forse rendendo più mite, per utilizzare un vocabolo caro a Giancarlo Cerini che le ha ispirate e coordinate, il progetto di scuola che invece di guardare in avanti cerca il senso del lavoro sul presente, guarda ai bambini e alle bambine che abitano le diverse scuole perché possano godere di migliori attenzione, cura e spazio per trovare se stessi, i loro talenti, le loro possibilità di azione e di pensiero.

Particolarmente interessanti sono gli stimoli forniti sul senso dell’intreccio tra educazione e cura; sul valore del gioco, che pur lasciato libero e aperto va colto dall’adulto e riportato agli elementi di apprendimento, relazionali e sociali in chiave di valorizzazione alla crescita; sulla funzione di regia degli ambienti e degli spazi, come pure sulla successione dei tempi, in quanto aspetti cruciali sui quali qualificare gli interventi educativi e didattici.

La dimensione del curricolo è un altro aspetto sul quale le insegnanti delle scuole dell’infanzia si interrogano rispetto a quale apporto forniscano le Linee pedagogiche; per questo ambito diventa necessario svolgere azioni formative in cui, mediante gruppi di discussione e di lavoro, si possano raccordare gli spunti offerti nella parte IV del testo, intitolata Curricolo e progettualità: le scelte organizzative, con le vigenti Indicazioni nazionali del 2012.

Questa area di lavoro è in costruzione nelle scuole, che stanno richiedendo a componenti della Commissione nazionale e a esperti del settore di essere accompagnate nella conoscenza del testo e nelle nascenti ipotesi di rivisitazione dei curricoli già predisposti e in uso. Da questo punto di vista il documento riporta centralità e valore al concetto di sviluppo dei bambini e alla necessità di garantire forme plurime di ascolto ragionato su di loro, più che a predisporre percorsi pre-determinati, affinché le conquiste di ognuno possano evidenziarsi in forma fluida e all’interno di contesti evolutivi.

Infine anche la Parte V, Coordinate della professionalità, sta interessando le docenti e i genitori per come è costruita, per gli apporti in tema di osservazione e documentazione e, soprattutto, per le dimensioni della professionalità, chiamate da Cerini, le “posture”, che nelle accezioni dell’adulto accogliente, in ascolto, incoraggiante, regista, responsabile, partecipe mettono a fuoco le diverse modalità di avvicinamento ai bambini come chiavi di intervento delicato, ma attento e responsabile, per far sì che ognuno possa esprimere le proprie caratteristiche e potenzialità.

 

1 C. Carrarini, I desideri degli insegnanti, in “Racconti in rete”, febbraio 2022, rivista on-line della Reteinfanzia Verona “S.I.Zerosei”.  

Abbonamento Bambini

Per acquistare il fascicolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta l’informativa estesa sui cookie. Proseguendo la navigazione, acconsenti all’uso dei cookie.