Dall'Europa

a cura di Valentina Morsenchio

Racconta punti fermi, questioni aperte e temi caldi ogni volta da un Paese diverso, per conoscere e conoscerci anche attraverso altre prospettive.

 

In Portogallo

le parole di Gabriela Portugal provano a mettere a fuoco la realtà dei servizi educativi 0-6 del territorio lettone, attraverso il racconto dei risultati fino ad ora raggiunti, delle criticità ancora da affrontare, dei temi su cui si anima oggi il dibattito.

 

Un traguardo raggiunto per i servizi 0-6

In Portogallo non esiste un vero e proprio sistema integrato 0-6: la realtà dei servizi educativi per la prima infanzia è divisa in percorsi 0-3 e 3-6.

Il ruolo educativo dei servizi rivolti a bambini e bambine al di sotto dei 6 anni è così poco considerato dal Ministero dell’Educazione (ME) che gli asili nido appartengono totalmente a una rete di investitori privati e risultano sotto la tutela del Ministero del Lavoro, della Solidarietà e della Sicurezza Sociale (MLSSS). Il sollevamento di responsabilità da parte del ME svaluta dunque la loro importanza educativa, con conseguenze sull’apprendimento dei bambini e sullo sviluppo di opportunità.

Data la mancanza di investimento in questa direzione, il potenziale valore dell’educazione della prima infanzia nella promozione dello sviluppo e della salute dei bambini più piccoli e delle loro famiglie è stato col tempo messo in secondo piano.

Nel 2014, ad ogni modo, il ME e il MLSSS, per la prima volta in sinergia, hanno richiesto a un team (da me coordinato) di stilare delle Linee guida pedagogiche di lavoro per lo 0-3, in armonia con le Raccomandazioni Europee per le politiche educative rivolte ai bambini sin dalla nascita. Il lavoro è in preparazione dall’agosto del 2014 ma, nonostante siano trascorsi cinque anni, la situazione risulta tuttora bloccata.

Le Linee guida pedagogiche proposte sottolineano l’indispensabile articolazione tra educazione e cura – valorizzando le routine di cura e il ruolo importante della relazione con una persona-chiave –, il valore del gioco e l’importanza della progettazione e organizzazione degli spazi interni ed esterni in modo da garantire un ambiente sicuro e stimolante; pongono, inoltre, in evidenza l’importanza dell’investimento nella collaborazione tra professionisti e tra professionisti e famiglie e della documentazione, della riflessione e della valutazione nelle pratiche educative, a sostegno della progettazione e della crescita professionale.

Ancora oggi quindi risulta esserci un sistema separato 0-3 e 3-6 e non esistono vere e proprie Linee guida per il lavoro con i bambini al di sotto dei 3 anni.

L’idea diffusa, anche negli incontri internazionali, è che in Portogallo si stia lavorando al meglio. I report europei risultano spesso ingannevoli rispetto alla reale situazione e i politici tendono a nascondere l’attuale condizione nelle conferenze internazionali.

Nonostante ciò, è crescente l’interesse verso l’educazione nei primi anni di vita e il numero di bambini nei servizi per la prima infanzia è cresciuto nel tempo. Risulta importante, dunque, a maggior ragione, accertarsi della qualità dei servizi per garantire che l’educazione, sin dalla nascita, possa davvero migliorare la vita dei bambini provenienti da contesti sociali e culturali differenti.

 

Le questioni ancora aperte

Per raggiungere dunque la costituzione di un vero e proprio sistema integrato, entrambi i Ministeri – ME e MLSSS – dovrebbero lavorare alla ricerca di accordi tra i due settori, considerando diversi aspetti: la carriera degli insegnanti della prima infanzia, il supporto finanziario ai servizi educativi, la gestione dei servizi domiciliari e così via.

Questi sono alcuni dei temi caldi e complessi che richiedono profondi cambiamenti nel sistema educativo portoghese.

Una grande sfida ancora aperta è connessa poi al bisogno di superare gli interessi corporativisti e stabilire delle Linee guida pedagogiche per il lavoro con i bambini da 0 a 3 anni.

Infine, occorre riflettere sulle pratiche educative e pedagogiche: i pensieri e le esperienze proposte nello 0-3 risultano per lo più trasposizioni di progetti pensati per il 3-6; il lavoro con le famiglie è spesso visto come una difficoltà, una “guerra” come descritta da alcuni educatori; mancano infine del tutto documentazione, monitoraggio e intenzionalità pedagogica nelle pratiche di lavoro.

 

Il dibattito attuale

Il dibattito attuale ruota attorno a tre prevalenti questioni, due delle quali (di cui abbiamo parlato sopra) concernenti la costituzione e l’attribuzione di valore educativo ai servizi per la prima infanzia e la stesura e l’attuazione di Linee guida pedagogiche per lo 0-3.

In aggiunta, si riflette e si lavora attorno al tema della creazione di nuovi posti nei servizi educativi per la prima infanzia, ancora carenti rispetto alla domanda. I dati ufficiali più recenti sui servizi 0-3 si riferiscono al 2017 e riportano che su un numero totale di circa 250.000 bambini sotto i 3 anni, solamente 100.000 erano inseriti in strutture per l’infanzia. Ancora oggi troppe famiglie non trovano posto nei servizi educativi 0-3. Per esempio, nel distretto di Lisbona, Porto e Setúbal – tra i più popolati e con il più alto tasso di nascita – più della metà dei bambini non ha un posto nei servizi educativi. In particolare, nella regione di Porto, con il più alto numero di bambini, un terzo è fuori dagli asili nido. Nelle regioni con tasso di nascita inferiore, la copertura sale fino al 70%. In breve, nelle regioni più popolate, un terzo delle quali si trova attorno a Porto, più del 77% dei bambini sotto i 3 anni non frequenta asili nido, circa 8 su 10.

Il report Education at a Glance (2019) dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD) ha dichiarato che, in Portogallo, solo il 37% dei bambini sotto i 3 anni nel 2017 era iscritto a servizi educativi. Questo è indice del fatto che la frequenza di servizi per la prima infanzia nei bambini dai 3 anni è in crescita, sebbene il Portogallo resti ancora sotto la media OECD per chi ha meno  di 2 anni. Risulta invece più alta rispetto alla media europea la percentuale di bambini sotto l’anno di età iscritti al nido (attorno al 20%), la quarta più alta della Comunità Europea. Senza dubbio, questo valore è connesso alla durata della maternità nei differenti Paesi: in Portogallo è garantito un periodo di cinque mesi di maternità e il tasso di donne lavoratrici è tra i più alti d’Europa.

Il governo attuale ha annunciato un programma per creare 7.000 nuovi posti nei servizi educativi per aumentare l’offerta alle famiglie, specialmente nelle aree metropolitane più popolate.

 

 

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