Linee zerosei

a cura di Donatella Savio

Linee zerosei offre un approfondimento sulle Linee pedagogiche per il sistema integrato “zerosei” attraverso un dialogo con chi le ha tracciate

 

A che punto siamo

In dialogo con Stefania Bigi, membro della Commissione nazionale zerosei

 

Con questo numero si conclude il percorso di approfondimento sulle Linee Pedagogiche che ha accompagnato i lettori di “Bambini” per un intero anno educativo, grazie ai contributi di alcuni dei membri della Commissione nazionale zerosei che ha redatto il documento. È passato, appunto, un intero anno educativo e i lavori della Commissione sono proseguiti su più versanti, tra cui quello della redazione degli Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia. Nel primo numero di questa rubrica Stefania Bigi, in qualità di rappresentante del Ministero dell’Istruzione all’interno della Commissione, ci aveva presentato il percorso fatto fino a quel punto e prefigurato i passaggi successivi per arrivare alla pubblicazione delle Linee pedagogiche nella loro versione finale. Ci rivolgiamo nuovamente a lei con alcune brevi domande per avere aggiornamenti su quanto realizzato nei mesi scorsi e sulle azioni da implementare a questo punto per “dare gambe” al documento, per renderlo cioè un riferimento capace di realizzare sul campo, culturalmente e operativamente, lo zerosei.

 

Quali sono stati i passaggi sulle Linee pedagogiche da settembre a oggi?

Lo scorso settembre il Documento base delle Linee pedagogiche, rivisto alla luce degli esiti della consultazione nazionale, si è tradotto nelle Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei ed è stato approvato dalla Commissione nazionale zerosei. Per capire i passaggi forse è utile fare un passo indietro. Il Documento base elaborato dalla Commissione, presentato ufficialmente il 31 marzo 2021, è stato sottoposto a un’ampia campagna di consultazione nazionale, durata più di tre mesi, dalla quale sono stati ricavati numerosi spunti. Solo qualche dato: alle audizioni organizzate dal Ministero sono stati ascoltati i portavoce di 61 organismi con rappresentanza nazionale; agli incontri regionali gestiti dagli Uffici scolastici in collaborazione con Regioni e ANCI sono state raccolte esperienze sul campo di decine di servizi educativi e scuole dell’infanzia. Sono pervenuti alla Commissione 34 contributi scritti – alcuni dei quali piuttosto articolati e corposi –, 2070 questionari strutturati e 210 schede di lettura ragionata.

Durante l’estate la Commissione ha preso in esame e discusso ogni proposta, ogni suggerimento, accogliendo e inserendo nel testo quelli più significativi, condivisi e, soprattutto, coerenti con la tipologia del documento, che può definirsi uno strumento di soft law; successivamente si è proceduto alla revisione del testo. Gli interventi più rilevanti hanno riguardato i temi dell’inclusione e dell’intercultura, della governance e del coordinamento pedagogico, della professionalità educativa e della partecipazione; sono stati inseriti riferimenti specifici all’educazione al bello, al rischio, alla corretta alimentazione.

Il testo così rielaborato è stato approvato dalla Commissione nella seduta del 14 settembre scorso ed è arrivato all’Ufficio di Gabinetto del Ministro Bianchi.

Il documento è stato sottoposto al vaglio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), che l’ha accolto favorevolmente, suggerendo qualche ulteriore intervento.

Al termine di questo iter, il 22 novembre 2021, le Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei sono state adottate con il decreto ministeriale n. 334.

 

Come si sono svolti i lavori per la stesura degli Orientamenti 0-3? A che punto siamo?

Parallelamente all’elaborazione delle Linee pedagogiche, la Commissione ha lavorato al testo degli Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia. L’impostazione del documento è stata data dall’allora Presidente Giancarlo Cerini, ma la redazione vera e propria è proseguita sotto la guida della Presidente Susanna Mantovani. Anche in questo caso la Commissione ha lavorato in composizione allargata a undici esperte esterne e ha fortemente voluto che il documento fosse sottoposto a consultazione nazionale prima dell’adozione formale.

Il testo base è stato presentato ufficialmente con un evento in diretta streaming alla presenza del Ministro Bianchi il 6 dicembre, in occasione del 50° anniversario della Legge 1044 che nel 1971 ha istituito gli “asili nido comunali con il concorso dello Stato”. Subito dopo si sono aperte le audizioni ed è stato messo a disposizione degli stakeholders un articolato questionario semi-strutturato per raccogliere osservazioni e pareri su tutti gli aspetti del testo. Questa volta la consultazione è stata più rapida, circa due mesi, ma non meno intensa: sono stati svolti otto incontri nazionali, invitati 75 organismi rappresentativi e raccolti 30 contributi scritti e 1150 questionari molto densi di riflessioni e considerazioni interessanti. Ciascuno spunto è stato preso in considerazione e ha contribuito alla stesura del testo definitivo che, dopo l’approvazione della Commissione, il 2 febbraio scorso ha ricevuto parere favorevole del CSPI ed è stato adottato dal Ministro con il decreto n. 43 del 24 febbraio. Significativa la firma apposta in occasione dell’evento internazionale Investing in an integrated early childhood education and care system: growing the next generation of Eu alla presenza della Commissaria europea Mariya Gabriel e dei Ministri di Slovenia, Cipro, Francia e Spagna, a rimarcare come l’Europa intera consideri i servizi educativi per l’infanzia e il sistema integrato una priorità.

 

Cosa si prevede per il futuro rispetto ai due documenti?

I documenti acquistano significato quando passano dalla carta alla vita reale.

Questa responsabilità è ora assegnata agli operatori dei servizi educativi e delle scuole, che sono chiamati a leggere i testi e a riprendere in mano le Indicazioni nazionali per il curricolo del 2012, in quanto i tre decreti sono strettamente legati tra loro: le Linee rappresentano la cornice, Orientamenti e Indicazioni compongono il quadro. I tre documenti possono diventare il punto di partenza per riflessioni e discussioni collegiali, meglio se in ottica zerosei, magari attraverso una lettura per temi. Il suggerimento è quello di leggere la propria offerta educativa alla luce dei documenti per individuarne i punti di forza e le aree di miglioramento, per rivedere prassi e modalità di lavoro, per ripensare il proprio modo di “fare nido e scuola” e cominciare o proseguire la costruzione di un percorso unitario in continuità.

Il sistema integrato e i suoi documenti sono stati individuati quale priorità formativa nazionale dal Ministero dell’Istruzione (nota prot. 37638 del 30.11.2021 e nota prot. 78 del 20.01.2022), pertanto le scuole Polo sono state invitate a farsi promotrici di iniziative di formazione, possibilmente congiunta, per il personale educativo e docente. La formazione è anche tra le priorità del nuovo Piano di azione nazionale pluriennale 2021-2025, che le riserva il 5% delle risorse del Fondo nazionale per il sistema integrato.

In conclusione, le risorse economiche ci sono, i documenti e le riflessioni pedagogiche anche: adesso davvero tocca a educatori, insegnanti, coordinatori proseguire!

 

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