Parlare con i bambini

a cura di Chiara Bove e Donatella Savio

 

"Ascoltare bene è quasi rispondere" (Pierre Marivaux)

 

Bambini e bambine sono straor­dinari comunicatori, insaziabili ap­prendisti del linguaggio e delle relazioni sociali fin dalla nascita. 

I bambini parlano con tutto il corpo da quando vengono al mondo, presentandosi come esseri sociali sempre alla ricerca di scambi comunicativi. Affascinati dalla capacità dei piccoli di comunicare ancora prima di “avere le parole”, noi adulti entriamo in dialogo fin da subito, prendendo parte a questa impresa straordinaria che è lo sviluppo del linguaggio. Il tempo che trascorriamo con i bambini è in tal senso un tempo non silenzioso, ma scandito da gesti e parole che danno il ritmo della quotidianità, fanno stare bene, nutrono di senso e significato e colorano l’esperienza della relazione educativa. Gesti e parole che cullano e accompagnano lo sviluppo infantile aiutando i bambini a diventare protagonisti di esperienze di comunicazione sociale sempre più articolate, reciproche, estese – veri e propri laboratori di apprendimento sociocognitivo. 

Tuttavia, nella complessa ecologia dei servizi educativi per l’infanzia, non è sempre facile trovare il tempo per pensare alla qualità di questi scambi, curando le “parole in uso e soffermandosi a pensare a cosa, come, perché e in quali contesti parliamo con i bambini. Questo è particolarmente vero oggi in un momento di grande complessità socioculturale, in cui i linguaggi, le lingue, i simboli, i segni si intrecciano e si sovrappongono, incontrandosi e a volte scontrandosi tra loro.

Questo approfondimento vuole essere un invito a riflettere sul nostro quotidiano parlare con i bambini nei contesti educativi, prestando attenzione alla quantità e alla qualità dei contributi comunicativi che attiviamo nella vita quotidiana per rispondere ad alcuni interrogativi cruciali: quale modello di parole e di “uso delle parole” offriamo ai bambini e alle bambine nei servizi e nelle scuole dell’infanzia? In che tipo di esperienze comunicative li coinvolgiamo? Quali scambi comunicativi sollecitiamo, incoraggiamo e quali invece tendiamo a inibire? Che linguaggi proponiamo?

 

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