Esplorare

a cura di Monica Guerra e Valentina Morsenchio

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"Ogni essere umano su questa terra è un esploratore"

Katherine Rundell

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“Ogni essere umano su questa terra è un esploratore”, scrive Katherine Rundell nel suo più recente romanzo per bambini e ragazzi, che s’intitola proprio L’esploratore (Rizzoli, 2019). Ed è un’affermazione perfetta per sintetizzare un concetto chiave per chi intende approfondire il ruolo dell’esplorare anche in educazione, cioè che esplorare è una modalità intrinseca e imprescindibile dell’essere umano.

Già per questo, per traslazione, se poi non ci fossero moltissime altre ragioni, quello esplorativo può essere un approccio fertile nell’educare, perché si innesta nell’orientamento dell’uomo, a cominciare dalla nascita e poi lungo tutta la vita, a desiderare di comprendere e conoscere ciò che lo circonda e di cui è parte. In questo senso esplorare si mostra subito nella sua radice più profonda, che è quella di una tensione naturale alla ricerca intimamente connessa al mondo.

“A volte esplorare è una parola per chi affronta l’ignoto”, prosegue la scrittrice. Perché dedicarsi a un’esplorazione, dalla più lontana alla più prossima, è interrogare le cose e il mondo per cercare di saperne, ma anche sentirne, di più. È una propensione connaturata, che tuttavia rischia di disperdersi nel tempo e nel crescere, mentre ciò che ci circonda rischia di perdere interesse nella presunzione di sapere già, di aver già visto e già fatto tutto.

Questo, dal punto di vista educativo, apre a diverse questioni, di cui qui ne riprendiamo solo due. La prima è che sia un’attitudine da proteggere e preservare nei bambini, permettendo loro di esprimerla nelle indagini che avvertono come più rilevanti, senza forzarle dentro a domande retoriche o eterodeterminate. La seconda è che sia una postura da coltivare per gli adulti, laddove la avessero smarrita, per recuperare un atteggiamento più prossimo a quello dell’infanzia e dunque più disponibile a comprenderne le interrogazioni e le erranze, capace di affiancarsi e ricercare insieme.

Allora esplorare, possiamo concludere con lei, “A volte è una parola per chi torna a casa”.

 

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