Sguardi

a cura di Valentina Morsenchio e Sara Vincetti

 

Cosa ha significato introdurre la fotografia nei servizi educativi? Scattare una fotografia è prendere posizione, sia fisica che mentale, rispetto a un punto specifico, concreto o astratto; è scegliere di portare l’attenzione su determinati processi, azioni e significati che comunicano attraverso il linguaggio visivo. Fotografare è assumersi la responsabilità di far convergere lo sguardo in una direzione, dichiarare un posizionamento ri­spetto a tutte le angolazioni che offrono possibilità: quanto è consapevole l’adulto, nell’istante dello scatto, del contenuto che mette a fuoco con il proprio sguardo?

Educatori e insegnanti utilizzano la fotografia per costruire la memoria didattica e documentare apprendimenti e scelte metodologiche, in parte per sostenere il dialogo con il territorio e le famiglie, in parte per attivare la ricognizione della propria professionalità. Utilizzare con continuità lo strumento fotografico, in un tempo dove grafica e immagine sono dominanti, ha portato lo sguardo educativo a concentrarsi e dare valore ai dettagli emersi nell’incontro quotidiano con il mondo, con l’altro, con lo spazio, con il tempo, con i materiali e gli strumenti privilegiati. Ogni dettaglio si è trasformato in occasione di ricerca per educare lo sguardo e educare allo sguardo.

La fotografia può avere, dunque, un ruolo importante nella costruzione di uno sguardo che non si ferma al dato ma che, a partire da esso, ricerca, indaga, esplora, prova ad andare a fondo e a scovare un altro possibile. È strumento importante nelle mani di adulti e bambini per costruire pensieri e provare a lasciarne traccia visibile. Si offre come possibilità di dedicare attenzione allo sguardo, di prendersene cura e di educarlo perché si apra alla scoperta, alla curiosità, alla valorizzazione, alla relazione, all’esplorazione. Non è lo strumento tecnico a essere il favorito strumento di documentazione educativa, ma è lo sguardo stesso, focalizzatore dell’interesse ed evidenziatore di concetti e saperi che si rendono visibili nella frammentazione dei molteplici dettagli che la fotografia congela.

 

 

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