Tra distanza e vicinanza

a cura di Cinzia D'Alessandro e Ilaria Mussini

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"Una danza di parti interagenti"

Gregory Bateson

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Ci sono pilastri dei nostri servizi educativi che hanno subito una scossa senza precedenti dalla chiusura imposta per l’emergenza sanitaria. Tra questi il tema dell’alleanza educativa con le famiglie, la cui dimensione del contatto nella relazione è stata bruscamente recisa. I gruppi di lavoro si sono trovati ad affrontare una situazione inedita, quella di un tempo lavorativo sospeso e pieno di incognite, ma anche quella di voler trovare modo per restare comunità educante. I gruppi di lavoro hanno sentito la responsabilità di tenere saldi i legami con le famiglie, improvvisamente diventate luoghi di crisi per adulti, bambine e bambini conosciuti in una normale quotidianità di relazione.

Tanti i dubbi emersi su come poter restare comunità educante: ricorrere alla tecnologia o rinunciare e darsi appuntamento a data da destinarsi? Domande che hanno attraversato menti e cuori di ognuno.

Eppure le storie raccolte ci raccontano di fatiche generatrici di buono: ci hanno costretti a dare significato a gesti che prima ignoravamo e hanno consentito a noi e ai genitori di non perderci nello sconforto e nella paura.

Abbiamo forse imparato, anche dai bambini, a mettere sopra tutto il desiderio di restare uniti e, a partire da questo, siamo in grado di portare nuove riflessioni sul tema della partecipazione i cui confini sono cambiati, offrendoci nuove piste per l’attribuzione di significato a quello che è un valore inestimabile dei servizi educativi 0-6.

 

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