Le parole dell'educazione
 
"Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una e la guardo fino a quando non comincia a splendere"
Emily Dickinson

 

La rubrica di Bambini riprende alcune tra le parole più significative dell'educazione, ripercorrendone i significati e aprendo a nuove stimolanti riflessioni  

 

Riflessività

Anna Salerni - Professore associato di Pedagogia Generale, “Sapienza” Università di Roma, Facoltà di Medicina e Psicologia, Corsi di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione

 

Schön (1993 e 2006) afferma che non può esistere professionalità senza che vi sia capacità di riflettere “nell’azione” e “sull’azione”, dunque senza che vi sia riflessività. Il docente riflessivo deve saper osservare e soffermarsi sul proprio lavoro quotidiano e sulla propria pratica di insegnamento. Deve cioè cercare di vedere ciò che percepisce, sente o fa anche da un’altra angolatura, attraverso un autoanalisi e/o il confronto con gli altri, prendendo le distanze da ciò che sta facendo per riscoprirsi attraverso l’immagine di un altro da sé.

L’esercizio riflessivo, individuale e di gruppo, contemporaneo e posteriore all’azione, aiuta il professionista a comprendere perché si agisce in un determinato modo per arrivare a un’assunzione di consapevolezza e, conseguentemente, a una crescita e a un cambiamento della propria azione, rifiutando una maniera di procedere abitudinaria, quel modo di agire che Schön ha definito “razionalità tecnica” (intendendo una forma di razionalità applicativa e unidirezionale). Riferirsi semplicemente a ciò che già si conosce per dirigere l’azione, in modo abituale e “irriflesso” è una azione pensosa e non riflessiva (Mezirow, 2016, p. 6).

L’azione riflessiva, che avviene al presentarsi di situazioni problematiche (scatenanti) rispetto alle quali bisogna prendere decisioni, richiede invece un esame critico (una valutazione) delle nostre intenzioni, conoscenze, scelte, dei nostri schemi e delle nostre prospettive e un’altrettanta continua revisione sistematica dei rapporti che si determinano tra conoscenza e azione, tra mezzi e fini, tra teoria e prassi.

La riflessione, come abitudine di pensiero critico e costante sul proprio agire, e dunque come epistemologia della pratica quotidiana, deve divenire per l’insegnante un abito mentale tale che egli, pensando e ripensando a ciò che fa, sappia apprendere dall’esperienza, correggere le distorsioni dei suoi ragionamenti e atteggiamenti e creare così nuovi schemi di significato (Mezirow, 2016).

Come sostiene Paulo Freire in Pedagogia dell’autonomia: “Nel momento in cui viene prodotta, la conoscenza nuova ne supera un’altra che a sua volta un tempo aveva rappresentato una novità diventando poi vecchia, e si “prepara” a essere a sua volta superata da un’altra il giorno di domani” (2004, p. 29).

Il sapere, del resto, è qualcosa che si costruisce in base all’esperienza e che per mezzo di tale costruzione si trasforma, mutando colui che la elabora.

La studiosa Jennifer Moon afferma: “La riflessione superficiale, non del tutto consapevole, si verifica nella vita quotidiana; quella profonda, invece, porta a modificare le proprie categorie mentali provocando un deciso cambiamento (spesso scomodo, difficile, doloroso) che investe la nostra visione del mondo. Il più delle volte siamo indotti a fermarci al primo livello di riflessione; non abbiamo gli strumenti per addentrarci in profondità; non riusciamo a discernere l’influenza dei sentimenti e del nostro stato emotivo nell’analisi dell’evento; tendiamo ad ancorarci, in retrospettiva, sul passato, senza proiettarci, invece, sul futuro” (2012, p. 14).

Le strategie riflessive, così come gli strumenti che possono aiutare l’educatore e l’insegnante nella raccolta dei dati dell’esperienza per favorire il ripensamento su quanto si fa e si è fatto, sono molteplici e possono riguardare tanto il singolo quanto il gruppo di persone con cui si lavora.

  

Bibliografia

Freire P., Pedagogia dell’autonomia. Saperi necessari per la pratica educativa, Gruppo Abele, Torino, 2004.

Mezirow J., La teoria dell’apprendimento trasformativo, Raffaello Cortina, Milano, 2016.

Moon J.A., Esperienza, riflessione, apprendimento. Manuale per una formazione innovativa, Carocci, Roma, 2012.

Schön D.A., Il professionista riflessivo. Per una nuova epistemologia della pratica, Dedalo, Bari, 1993.

Schön D.A., Formare il professionista riflessivo. Per una nuova prospettiva della formazione e dell’apprendimento nelle professioni, FrancoAngeli, Milano, 2006.

 

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