Le parole dell'educazione
 
"Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una e la guardo fino a quando non comincia a splendere"
Emily Dickinson

 

La rubrica di Bambini riprende alcune tra le parole più significative dell'educazione, ripercorrendone i significati e aprendo a nuove stimolanti riflessioni  

 

Lettura

Federico BatiniProfessore Associato di Pedagogia Sperimentale, Università degli Studi di Perugia Dipartimento di Filosofia, scienze sociali, umane e della formazione

 

La lettura è una pratica piuttosto inconsueta: consente di viaggiare stando fermi, di condividere senza dover fare nulla, permette di “allenarsi” senza muoversi, di ricevere informazioni, di “partecipare” a esperienze lontane nel tempo e nello spazio, di scoprire punti di vista differenti, di fare tesoro di modalità e strategie per affrontare situazioni molto diverse tra loro. E nella vita di tutti i giorni abbiamo, continuamente, necessità di essere lettori competenti, che comprendono quello che leggono.

Le nostre civiltà, le nostre convinzioni, le nostre religioni, le nostre identità sono basate su storie.

L’esperienza della lettura è bellissima, offre il privilegio di immergersi in un mondo altro, all’interno di una storia e di “fare esperienza” (dal punto di vista del nostro cervello in modo molto simile a un’esperienza reale) di tempi, luoghi, situazioni, ruoli che non potremmo mai sperimentare. La storia ha bisogno del nostro patrimonio esperienziale per essere compresa e completata, ma essa restituisce abbondantemente, arricchendo la nostra esperienza (con nuove informazioni, conoscenze), espandendola (proponendo strategie di azione, di relazione, di rea­zioni emozionali, di ragionamento), consentendoci di “sperimentare” molte vite in una.

In questo senso assume un ruolo particolare, specie in quest’epoca, la lettura ad alta voce (Batini, 2019). La comprensione della lettura è resa possibile soprattutto dall’esposizione pregressa alla lettura stessa, dalla conoscenza di come funziona una storia, dalla conoscenza della maggior parte dei termini impiegati, dall’esperienza di vita, dal complesso di quelle abilità che sono state denominate di Emergent Literacy.

Da molti anni è noto il ruolo centrale della lettura ad alta voce nei primi anni di sviluppo delle bambine e dei bambini, risultano però pochi i genitori che leggono nei primissimi mesi e anni di vita, preferendo attendere fasi in cui ci siano espliciti segni di gradimento e comprensione da parte dei bambini stessi. Pochissimi sono coloro che proseguono oltre i 5 anni. Sono una minoranza i genitori che assegnano alla lettura con i figli un’importanza tale da dedicargli un tempo quotidiano congruo (superiore a trenta minuti). Quando poi i bambini “imparano a leggere”, la percentuale di genitori che continua a leggere per loro è residuale. Il bambino o la bambina lasciati soli perché “ormai sanno leggere” semplicemente non leggeranno (Lumbelli, 1988). In questo stretto collo di bottiglia rimane una sola via: esporre i bambini e poi ragazzi alla lettura nel sistema di istruzione in modo rilevante, quotidiano, intensivo e progressivo così da attenuare le differenze emergenti in relazione al contesto socio-economico-culturale di provenienza. L’esposizione continuativa alla lettura, tra l’altro, è una condizione che renderà molto più probabile il loro essere futuri lettori autonomi e l’unica condizione sulla quale chi opera con loro possa agire (altre condizioni sono: avere genitori lettori e vivere in un ambiente ricco di libri).

Le ricerche più recenti forniscono indicazioni sugli effetti della pratica di lettura o dell’esposizione continuativa alla lettura ad alta voce riguardanti il lessico, le abilità di comprensione, le funzioni cognitive di base in generale, le competenze emotive, le abilità di ragionamento critico e molto altro ancora (Batini, 2011 e 2018). La lettura consente, cioè, di raggiungere molti degli obiettivi del curricolo di ogni ordine e grado e afferenti a campi disciplinari diversi, non si tratta dunque di “sottrarre” del tempo ad altre attività, ma di perseguire gli obiettivi assegnati (Scierri, Bartolucci e Salvato, 2018).

 

Bibliografia

Batini F., Storie che crescono, Edizioni Junior - Spaggiari Edizioni, Parma, 2011.

Batini F., Leggimi ancora, Giunti scuola, Firenze, 2018.

Batini F., Leggere ad alta voce, Giunti scuola, Firenze, 2019.

Lumbelli L. (a cura di), Incoraggiare a leggere, Firenze, La Nuova Italia, Firenze, 1988.

Scierri I.D.M., Bartolucci M., Salvato R. (a cura di), Lettura e dispersione, FrancoAngeli, Milano, 2018 (volume in open access).

 

Abbonamento Bambini

Per acquistare il fascicolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta l’informativa estesa sui cookie. Proseguendo la navigazione, acconsenti all’uso dei cookie.