I gestori dei servizi

a cura di Matteo Taramelli e Alberto Alberani

Uno spazio di incontro e confronto su un unico tema, un unico argomento affrontato dal punto di vista dei diversi gestori di servizi 0-6.

 

Fuori tempo

Spesso i servizi si trovano ad affrontare le richieste portate dalle famiglie di organizzare, sia nel tempo “classico” sia nel tardo pomeriggio, dei percorsi in aggiunta all’offerta didattica quotidiana. Il senso di questi percorsi va armonizzato con la proposta pedagogica e organizzativa del servizio, perché non siano dei semplici riempitivi.

 

La scuola, per far fronte alle esigenze delle famiglie troppo spesso impegnate nelle attività lavorative, organizza opportunità educative-didattiche che sono veri e propri momenti formativi, considerandoli non opzionali, come semplici servizi riempitivi, bensì come parti costitutive e insostituibili in un sistema formativo ampio e integrato.

La scuola organizza laboratori specifici che, tenendo in considerazione l’età e le caratteristiche psicologiche dei bambini legate in questo momento della loro crescita al fare, costituiscono dei contesti ricchi di aspetti affettivi e cognitivi in quanto rappresentano preziose occasioni di socializzazione. Si tratta di contesti in cui l’aspetto didattico-educativo si amplia e si arricchisce accogliendo le aspettative di famiglie e genitori sempre più esigenti e i desideri dei bambini.

Nel nostro Istituto sono stati attivati tre progetti PON: il primo è finalizzato alla scoperta della natura e dell’ambiente, il secondo si concentra sull’uso delle tecnologie multimediali e il terzo mira all’apprendimento della lingua inglese e si avvale della collaborazione di un insegnante madrelingua. Tenendo sempre presente che le proposte sono attività aggiuntive al tempo-scuola, si è cercato di mettere in risalto l’aspetto ludico, affinché tutto ciò non venga recepito dai bambini che rimangono in classe come una forzatura e un impegno.

Marisa IsgròDocente scuola dell’infanzia via Trimboli, secondo Istituto Comprensivo di Milazzo (Me)

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La progettazione, gestione e conduzione di laboratori e di proposte extra orario nei servizi sono spesso attività che richiedono un consistente dispendio di energia e, per questo motivo, vengono spesso limitate a esperienze occasionali. In realtà, esaminando  costi e benefici, appare chiaro quanto siano momenti privilegiati per la possibilità che offrono di tessere relazioni con le famiglie, che giustificano ogni fatica. Quando il nido si apre all’esperienza di stare insieme, e progetta momenti per le famiglie all’interno dei quali vivere direttamente uno spaccato di vita, si apre una finestra di dialogo e confronto impareggiabile. Un elemento da valutare attentamente in un’epoca in cui l’idea di trasparenza sembrerebbe dover passare solo dal controllo di un occhio tecnologico. Se la fiducia è un processo che presuppone la conoscenza, le occasioni che offrono alle famiglie la possibilità di riconoscersi in un ruolo partecipativo dentro al servizio educativo, sono un valore aggiunto. Stare dentro la situazione apre a un dialogo sincero che consente di raccontare e raccontarsi, fornendo significato, valenza e contenuto a situazioni e attività che attraversano quotidianamente la vita educativa dei servizi.

Claudia OttellaCoordinatore pedagogico, Città di Biella

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È quasi sempre indicatore d’interesse e di partecipazione quando le famiglie fanno proposte alla scuola. Indica consapevolezza dell’unicità di quello che può accadere nei contesti educativi e indica riconoscimento della centralità delle istituzioni educative e scolastiche come interlocutori disponibili e attenti.

È sempre necessario, però, avere chiari i contesti nei quali le proposte si collocano; essi non possono prescindere dal coinvolgimento progettuale del personale insegnante o educatore. A volte, tuttavia, si corrono due rischi opposti: il primo è che la scuola aderisca in maniera acritica a qualsiasi proposta delle famiglie; il secondo è che la scuola rifiuti a priori qualsiasi sollecitazione o suggerimento di interlocutori esterni al collegio.

Da parte della scuola, istituzione davvero educativa se non dimentica il confronto con le famiglie, deve essere garantita non solo disponibilità a comprendere le ragioni delle richieste, ma anche attenzione nello spiegare le motivazioni dell’adesione o meno a una proposta. Questo, solitamente, diventa occasione per costruire autentica relazione tra istituzioni educative e ulteriore consapevolezza rispetto agli aspetti che ha senso siano in continuità e a quelli che, invece, ha senso siano in discontinuità.

Lorenza FerraiResponsabile Settore Ricerca, Formazione e Servizi pedagogici, FISM di Trento

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I nidi e le scuole dell’infanzia della nostra cooperativa sostengono il valore della partecipazione delle famiglie in un’ottica di qualità del sistema; un progetto pedagogico che accoglie e rilancia proposte ed esperienze contemporanee e di innovazione. Un progetto di vita che si rinnova nell’ascolto costante e nella rielaborazione di contesti dove la centralità delle famiglie viene valorizzata e rilanciata attraverso una visione integrata e dinamica di presa in carico complessiva della famiglia e dei suoi bisogni. I servizi sono ambienti in coevoluzione: famiglie e sistema educativo sono le due parti che apprendono reciprocamente attraverso lo scambio e il dialogo; un continuo interagire e integrarsi per crescere e ridefinire nuovi approcci educativi.

Questa prospettiva ci ha portati a elaborare nuove proposte sulla base di bisogni emergenti. Per esempio abbiamo progettato incontri rivolti ai bambini dai 2 ai 6 anni (anche in presenza delle famiglie) con l’intento di proporre esperienze ludiche, atelier espressivi e contesti di didattica coinvolgenti utilizzando la lingua inglese come lingua veicolare. In collaborazione con le agenzie del territorio sono stati proposti incontri tematici con la presenza di esperti rivolti allo sviluppo della genitorialità. E, ancora, gli atelier tematici del nido e della scuola si aprono alle famiglie e ai bambini per proporre occasioni di incontro con l’intento di condividere esperienze del progetto educativo attraverso l’agire insieme.

Vania TagliaviniSpecialista dei processi educativi 0-6 anni, cooperativa “Coopselios”, Reggio Emilia

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Il nostro servizio educativo è attivo anche nell’organizzazione di proposte aperte ai bambini del quartiere, quindi siamo colpevoli insieme ai genitori di realizzare un’offerta di corsi pomeridiani a cui possono aderire i bambini della nostra scuola così come di altre.

È difficile dire se sia giusto per i bambini frequentare corsi anche dopo una giornata a scuola o se avrebbero diritto a tornare a casa o, ancora, vivere il pomeriggio al parco. Fatto sta che per molti bambini il pomeriggio è fermarsi a scuola fino alle 18.30.

La nostra risposta a questi bisogni è offrire delle attività, dei corsi pomeridiani che siano in continuità con il progetto educativo e ne affrontino alcuni aspetti in modo specialistico, come un affondo su discipline che riteniamo benefiche, condotte da maestri di valore. Abbiamo quindi scelto di ospitare solo tre corsi che riguardano in modi diversi l’utilizzo del corpo e il legame tra corpo e mente: yoga, playfu e skateboard. Yoga traghetta i bambini in uno spazio-tempo dove apprendere l’autocontrollo; playfu consente ai bambini di sperimentare la lotta lavorando sul controllo del corpo e della forza in modo spontaneo e libero da vincoli di tecniche (ci pare abbia molta importanza in un tempo in cui le lotte tra bambini sono tabù). Skateboard impatta sulla vita sociale quotidiana contrastando l’utilizzo dell’auto o del passeggino per venire a scuola.

Ci paiono scelte coerenti e anche sfidanti.

Cinzia D’AlessandroResponsabile pedagogica “La Locomotiva di Momo”, Milano

 

 

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