I gestori dei servizi

a cura di Matteo Taramelli

Nel sistema raccoglie le voci di gestioni differenti intorno a questioni d’attualità, per tracciare connessioni nel sistema dei servizi educativi

 

I volontari

Relazioni e connessioni possibili con quanto esiste oltre la soglia dei nostri nidi e delle nostre scuole

 

 

Con il motto: “Vestiti come vuoi, ma corri con noi” la mamma di un bambino frequentante la scuola di Mugnai nel 2014 ha coinvolto 800 persone nella prima edizione di una non competitiva solidale, mentre le edizioni successive sono arrivate fino a 2000 partecipanti. 

Come è nata l’idea? Da una passione personale! Con la collaborazione di un’amica, questa mamma ha pensato di unire il dilettevole all’utile e di contribuire al sostentamento della scuola e di alcune strutture nel territorio.

Dall’idea ai fatti concreti: la mamma ha coinvolto  dapprima il rappresentante di classe e poi i volontari del gruppo donatori di sangue di Mugnai e insieme hanno proposto questa corsa un po’ bizzarra, nella quale ogni partecipante era invitato a correre abbigliato in modo fantasioso. Nella costruzione dei costumi, strani e improbabili, sono state coinvolti i bambini, gli insegnanti e soprattutto i genitori di molte scuole del Feltrino. In quella giornata, percorrendo la via interna che collega Feltre a Mugnai ci si poteva ritrovare improvvisamente: nello spazio con astronauti e missile, nell’antico Egitto con il Faraone e tutto il suo popolo, nella foresta amazzonica circondato dagli indigeni, assediato da Minions esagitati o più semplicemente si potevano incontrare personaggi provenienti da tempi lontani.

Il ricavato della vendita dei pettorali ha permesso di regalare alle scuole alcuni strumenti didattici, come ad esempio una LIM, degli armadi, attrezzature sportive, giochi da interno e da esterno ecc. 

La solidarietà è stata estesa nelle successive edizioni ad alcune strutture che ospitano minorenni in difficoltà, per l’acquisto di macchinari per la diagnosi e la prevenzione delle malattie e a molte altre cause. Un bel messaggio per i giovani cittadini che sono stati attori e beneficiari di questa splendida iniziativa.

Enrica Colmanet, Docente di scuola dell’infanzia I.C. Feltre (BL)

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Il Comune di Torino ha da molti anni un progetto per “Senior civici”, persone in pensione che desiderano mettere a disposizione e condividere competenze, esperienze, tempo. Nei servizi educativi sono spesso presenti, testimoni di cittadinanza attiva e positiva. Nella nostra Scuola in verde sono una risorsa fondamentale, perché curare il fuori richiede moltissimo lavoro e anche competenze specifiche, come quelle di Lidia o Alberto, appassionati e tecnici esperti, che hanno contribuito a creare molti degli ambienti differenziati (lo stagno, il labirinto, la serra, gli orti, il giardino delle aromatiche) che necessitano di conoscenze specifiche e grande impegno per essere mantenuti. Accanto a loro, abbiamo i nonni e i genitori che sanno potare e che aiutano a raccogliere la frutta, in coppie e in piccoli gruppi. Uno sguardo e una presenza speciali arrivano a volte dalle mamme: Oriana ci ringrazia perché “stare qui due ore è un’oasi di pace”, mentre Carmela racconta: “Noi non abbiamo un giardino e fare quelle cose mi rilassa tanto: potete scrivere dell’opportunità che la scuola dà anche ai grandi. Io sto bene quando sono da voi. Sei anche la mia maestra!”.

È uno scambio quello con i volontari, dove ci si è grati a vicenda: chi entra a far parte di questa comunità educante prende a cuore la nostra idea fondante, la scuola che è mondo, cura dell’intorno, amore per la natura e per il pianeta, e allora si diventa compagni di cammino, l’idea cresce e ti viene da credere che sia possibile trasformarlo, questo malato mondo!

Daniela GhidiniResponsabile pedagogica, scuola dell’infanzia comunale V. Veneto, Torino

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Nella mia esperienza di Presidente di un Ente Gestore, la scuola dell’infanzia è uno dei contesti comunitari per eccellenza, snodo di relazioni di trasversalità generazionale, sociale e istituzionale.

I volontari entrano a contatto in maniera privilegiata con i bambini, le bambine e le loro famiglie. È un rapporto particolarmente ricco ma anche molto impegnativo per il carico di aspettative, e talvolta di fatica, che le famiglie portano nel confronto con la scuola.

La relazione con il personale è particolare perché è permeata della reciproca consapevolezza che, in un’istituzione basata in maniera così speciale sul volontariato e fondata in modo così forte sulla comunità, si genera un coinvolgimento profondo, che va spesso oltre il mero svolgimento di mansioni contrattualizzate.

Essendo poi un’istituzione di grande riconoscibilità sociale, la scuola è luogo di contatto con altre istituzioni, amministrazioni e altri gradi scolastici, con i diversi attori della comunità in cui essa vive. L’istintiva forma di affetto e legame che ogni comunità prova verso la “sua” scuola dell’infanzia è un elemento di grande facilitazione di questo tipo di relazioni che agevolano il percorso attraverso il quale i bambini e le bambine fanno il loro ingresso nella comunità.

Martina Ferrai, Presidente della scuola equiparata dell’infanzia, Suor Angelina Lorenzini di Povo, Trento

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La L.R. Umbria 30/2005 “Sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia”, all’art. 7 così enuncia: “Volontariato - La Regione valorizza e favorisce altresì l’inserimento delle attività di volontariato e promuove la stipula di accordi e convenzioni con le associazioni per la loro partecipazione alle attività ludico-ricreative previste nel progetto educativo”.

Il volontariato si configura come fattore che incrementa la qualità del servizio educativo, ma gli standard di base e il progetto pedagogico dello stesso sono a monte, lo prescindono e se ne arricchiscono. Aprirsi al volontariato significa sostanzialmente operare in un’ottica che è contemporaneamente inclusiva e diffusiva; aperta a ricevere e pronta a restituire la molteplicità di esperienze, competenze, connessioni che grazie alla presenza dei volontari vengono a crearsi. Donare  cura, tempo, donare parti di sé significa rispondere al bisogno di “ulteriorità”, che si traduce in un progetto di futuro in cui le potenzialità dell’esserci possano fiorire. Quest’anno il nostro progetto pedagogico si è lasciato fecondare dal prezioso contributo volontario che molti genitori e nonni hanno desiderato con gioia apportare, mettendo a disposizione le loro competenze. Questo è il vero humus di una comunità educante: accogliere, generare scambi e restituire tutto questo moltiplicato.

Francesca Meacci, Pedagogista, Cooperativa Polis, Perugia

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“Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio” serve la saggezza di chi è arrivato prima di noi, di chi ha già seminato e raccolto, di chi è già passato attraverso le tante stagioni acquisendo storia e cultura da tramandare. 

Tra i nostri “Progetti Zero-Cento” ricordo diverse occasioni in cui l’incontro tra bambini e anziani ha dimostrato il valore del legame tra le radici e le nuove foglie di una stessa comunità. Nel 2013, cercando qualcuno che ci aiutasse a costruire l’orto al nido, abbiamo incontrato “Nonno Gerardo”, un anziano signore che, non avendo familiari, viveva come ospite presso la RSA del comune. Gerardo era un grande appassionato di orticultura; ci presentò ognuna delle sue piantine come se fosse la più importante. Fin da subito abbiamo capito che condividevamo con lui l’idea di cura e il linguaggio del rispetto di ogni forma di vita. Con i suoi quasi due metri di altezza si abbassava in ginocchio tra i bambini per mostrare l’incontro tra la terra e i semi come il più prezioso tra gli eventi. 

I bambini lo aspettavano come si aspetta un gigante buono, e lo ascoltavano come si ascolta un saggio, con curiosità e desiderio di assorbire, di condividere un tempo sempre denso di esperienza. Noi riempivamo le sue giornate e lui ci regalava tempo, conoscenza, storia e passione. 

L’arricchimento reciproco è sicuramente il risvolto più significativo di ogni progetto di volontariato. Grazie Nonno Gerardo!!

Francesca Zighetti, Coordinatrice dei servizi educativi Pupi Solari, Rivanazzano (Pv)

  

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