I gestori dei servizi

a cura di Matteo Taramelli

Nel sistema raccoglie le voci di gestioni differenti intorno a questioni d’attualità, per tracciare connessioni nel sistema dei servizi educativi

 

Il mondo dello sport

Relazioni e connessioni possibili con quanto esiste oltre la soglia dei nostri nidi e delle nostre scuole

 

Spesso si pensa che l’attività sportiva/motoria sia superflua per i bambini in fascia 3-6 anni perché comunemente si pensa e dice che “i bambini non stanno mai fermi”. Ma mai come negli ultimi anni alla scuola dell’infanzia noto delle grosse difficoltà dal punto di vista della motricità fine e anche di quella globale. Di riflesso emergono “cadute” anche sotto l’aspetto degli apprendimenti. I risultati delle ricerche neuroscientifiche degli ultimi decenni portano ulteriori preziosi apporti conoscitivi alla visione pedagogica che, già a partire da Montessori, Piaget e Vygotskij, ritiene l’ambiente, e la relazione con esso, fondamentale per lo sviluppo globale della persona. 

All’Istituto Comprensivo di Feltre, ormai da qualche anno, viene dedicata particolare attenzione all’ambito motorio e sportivo proponendo esperienze variegate motorie grazie alla collaborazione con le società sportive del territorio, dal nuoto alla danza, dall’arrampicata al gioco delle bocce, che permettono a ciascun bambino, compresi quelli in situazione di disabilità e/o portatori di bisogni educativi speciali, di poter partecipare, con i propri punti di forza e con successo, creando un bagaglio motorio il più vario possibile. Ogni anno svolgiamo una grande manifestazione in cui i bambini sperimentano una decina di attività sportive diplomandosi “atleta per un giorno, atleta per la vita”.

Enrica Colmanet, Docente di scuola dell’infanzia statale di Mugnai di Feltre, I.C. Feltre di Belluno

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La situazione epidemiologica indotta dal Covid-19, con la conseguente maggiore permanenza in casa, la forzata inattività e la lontananza dai propri compagni di scuola, ha reso anche più difficile la condizione dei bambini con disabilità che frequentano le scuole e i nidi.

Con la progressiva ripresa della normale attività educativa, la Divisione Servizi Educativi della Città di Torino ha offerto alle scuole dell’infanzia comunali, durante l’anno scolastico 2021/2022, la possibilità di svolgere, con personale esperto, alcune esperienze motorie per favorire l’inclusione.

Per farlo si è giovata della collaborazione di Special Olympics, un’associazione internazionale la cui missione è quella di promuovere percorsi inclusivi per bambini disabili attraverso le attività motorie, facilitare il loro sviluppo fisico con l’apprendimento di abilità di base, favorire lo sviluppo cognitivo e sociale attraverso il rafforzamento di comportamenti collaborativi, favorire uno stile di vita sano, far crescere la consapevolezza delle capacità di tutti i bambini e le bambine tramite il loro coinvolgimento in eventi cittadini connessi allo sport e all’attività motoria.

Faticare per indossare una maglietta, correre e sudare con gli altri compagni, fare il tifo nelle prove sportive, sapendo che poi altri tiferanno per te, percepire le parole e gli sguardi di incoraggiamento, immergersi negli abbracci e nella festa con gli altri crea comunità e vicinanza, facendo sperimentare le proprie personali difficoltà come qualcosa di inevitabile sì, ma anche superabile insieme agli altri.

Attualmente nove sezioni di scuola dell’infanzia comunali sono coinvolte in questo progetto.

Ugo Segalini, Responsabile pedagogica, circolo didattico XVIII, Comune di Torino

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Qualità delle relazioni e legame con la comunità sono le chiavi dell’essere scuola oggi per dare valore alle risorse culturali del territorio. Scuola che vede, nello sport e nella sua promozione tra i bambini, una di queste risorse, tratto distintivo di appartenenza e partecipazione.

Ne è un esempio la “Marcialonga” (gara di sci di fondo ma anche di ciclismo e di corsa), che si svolge in Trentino, testimonianza della passione verso lo sport e la montagna e unica manifestazione di questo tipo che coinvolge i bambini dai 3 ai 6 anni. Differenti sono le occasioni di incontro e sperimentazione che, durante le gare, invitano i bambini a conoscere fatti e protagonisti. Le scuole danno vita a iniziative vivaci e interessanti, come la presentazione della manifestazione attraverso video, racconti, libri e immagini. Ne nascono sempre domande da porre agli atleti che incontrano i bambini proponendo attività sotto forma di gioco in palestra o nei giardini innevati delle scuole.

A Cembra (Tn) i bambini hanno anche incontrato sportivi legati al curling, in un clima di comunione fra i popoli, superamento delle divisioni, divertimento e impegno. Gli atleti hanno fatto provare il gioco ai bambini, mostrando attrezzi attuali e di altri tempi, che documentano la storia di questo sport.

Silvia Cavalloro, Responsabile “Ricerca e documentazione” e “Servizi educativo-pedagogico-didattici” della Federazione Provinciale Scuole Materne di Trento

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Con l’arrivo della pandemia, la chiusura delle scuole e la sospensione delle attività sportive, si interrompevano i progetti scolastici di multisport e acquaticità in atto. A settembre le nuove normative rendevano comunque insostenibile la ripresa all’interno della scuola... Non avevamo gli spazi e il personale sufficiente per garantire il mantenimento delle bolle. “Come possiamo ancora offrire uno sport ai nostri figli in sicurezza? La scuola ci può aiutare?”. La soluzione è arrivata a ottobre 2021 quando l’associazione sportiva Athletic Team riprende la sua collaborazione con la scuola, mantenendo i gruppi bolla per “gioco atletica e multisport”; a essa si aggiunge il corso di psicomotricità con l’associazione Ananda, mentre a giugno la società calcistica legata alla parrocchia di San Colombano ci propone un mese di attività propedeutica al calcio durante l’orario didattico. Noi siamo una “Scuola Fuori”, usciamo sempre, regolarmente bambine e bambini camminano sulla strada e la distanza di un chilometro non è un problema, i nuovi accompagnatori ci fanno i complimenti. Ci si sposta all’oratorio, tre volte alla settimana; la fila è pronta, gli zainetti sono sulle spalle e i bambini scalpitano come sempre pieni di energia. 

Tiziana Rodari, Coordinatrice scuola dell’infanzia Benvenuti, Fondazione Istituti Educativi - Consorzio Solco Città Aperta, Bergamo

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Attraverso molteplici progettualità, da molti anni sosteniamo il desiderio dei bambini di sperimentare il corpo in relazione alla verticalità, dentro e fuori il nido-scuola dell’infanzia. All’interno della struttura abbiamo una parete con prese d’arrampicata a cui i bambini accedono in modo spontaneo, impegnandosi a salire verso l’alto con uno sforzo di coordinazione e un lavoro sulle leve. Nelle uscite quotidiane al parco sono invece gli alberi gli alleati intriganti in un esercizio di ripetute sfide individuali e di gruppo.

Visto l’interesse e la passione dei bambini al tema arrampicata, dopo un anno di investigazioni spontanee e trasversali, abbiamo colto l’invito di un’associazione sportiva che promuove l’arrampicata in parete indoor. Abbiamo organizzato una sorta di gita in una palestra le cui pareti e soffitto sono attrezzate con centinaia di prese colorate da cui scendono corde a disposizione di decine di atleti. I bambini hanno sperimentato tutta la cerimonia preparatoria – che significa occuparsi dell’attrezzatura idonea e condividere alcune regole di sicurezza – e hanno fatto i conti con la scelta di provare un’esperienza tanto forte o rimanere a terra come spettatori, fruendo del coraggio degli altri.

È stato emozionante anche per noi insegnanti, sperimentare la parete insieme ai bambini e agli istruttori e lasciarsi andare sostenuti da corde che consentono di dondolare nel vuoto. Purtroppo sono poche le palestre di questo genere e per raggiungerla abbiamo dovuto organizzare un trasporto ad hoc. Non è stato facile in termini di costi e logistici ma ne è valsa comunque la pena ed è stata un’apoteosi di adrenalina.

Cinzia D’Alessandro, Responsabile Pedagogica, gruppo Becoming, Milano

  

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