I gestori dei servizi

a cura di Matteo Taramelli e Alberto Alberani

Uno spazio di incontro e confronto su un unico tema, un unico argomento affrontato dal punto di vista dei diversi gestori di servizi 0-6.

 

Percorsi di passaggio

Giugno è anche tempo di feste di fine anno, di saluti, di rilanci. I riti di passaggio verso la scuola dell’infanzia o verso quella primaria sono momenti importanti, sia per le famiglie che per bambine e bambini. Evitare di “adultizzare” il rituale privandolo di significato per i bambini oppure ridurlo a mera formalità è esercizio di notevole equilibrio. Condividere alcune esperienze che investono su questo momento è un modo per costruire nuove buone prassi.

 

Sebbene nella scuola alberghi una funzione sociale di cambiamento, ragionare sulla continuità educativa ha perlopiù l’obiettivo di costruire e restituire intenzionalità e senso alle pratiche educative. Uno degli obiettivi della scuola è infatti quello di accompagnare il bambino nella sua crescita, rispettando la sua unicità e la sua esperienza, per questo è necessario un curriculo scolastico condiviso e articolato che sorregga e accompagni l’alunno verso l’ordine di scuola successivo. In quest’ottica matura la necessità in noi insegnanti di ascoltare i desideri e le curiosità dei nostri piccoli alunni.

Siamo partiti da un’idea forte, unificante, aggregante che ha fatto convergere verso le buone prassi per dar vita a un progetto unico (perché scaturito dalle loro curiosità e dai loro desideri) che coinvolgesse in prima persona i bambini della nostra sezione. Tra le tante idee, ha iniziato a delinearsi quella di un viaggio in giro per l’Italia, arrivando poi oltre i confini del mondo. Per tutto l’anno abbiamo viaggiato con la fantasia, arricchendoci di esperienze ed emozioni. I bambini si sono dimostrati interessati e desiderosi di scoprire e da loro è nata l’idea di rendere anche i genitori partecipi delle loro conoscenze proprio come rituale a chiusura dell’anno trascorso insieme.

Carmelina Fazio, Santina Imbesi, Gianna Ragusa, Insegnanti scuola dell’infanzia, I.C. “B. Genovese”, Barcellona Pozzo di Gotto (Me)

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Quante volte abbiamo progettato percorsi di continuità/discontinuità, caratterizzanti la transizione dal nido alla scuola dell’infanzia... Conosciamo l’importanza di esperienze evolutive che precludono a un cambiamento, nell’appropriazione della consapevolezza del vissuto acquisito e della possibile apertura e curiosità verso una nuova prospettiva, quest’anno abbiamo progettato e proposto un “rito di passaggio” lungo tutto il tempo educativo che accompagna le bambine e i bambini durante tutti i mesi.

Da novembre a giugno le bambine e i bambini, che frequentano l’ultimo anno di nido e quelli delle due scuole a sezioni eterogenee in cui lavoro, hanno vissuto, e stanno tutt’ora vivendo, questo percorso: ogni venerdì un gruppetto di sette bambini del nido (bambine e bambini a rotazione, in modo che tutti possano vivere questo viaggio di contaminazione) incontra un gruppetto di bambini (otto-dieci) delle scuole dell’infanzia.

Lo spazio dove vivere quest’esperienza è stato il grande giardino del plesso scolastico, uno spazio privo di macrostrutture classiche, ma arredato con strutture di legno e corde e tanti oggetti di derivazione naturale e utensili del quotidiano.

Daniela OrsiCoordinatrice pedagogica dei servizi educativi e scolastici 0-6 del Comune di Bologna

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Passare dal nido alla scuola dell’infanzia e da quest’ultima alla scuola primaria significa attraversare confini, muovendosi tra dimensioni di continuità – che gli adulti dei diversi contesti cercano di costruire attraverso complessi processi di confronto e negoziazione – e inevitabili ma preziosi aspetti di discontinuità, che caratterizzano qualunque cambiamento e dovrebbero diventare significative occasioni in termini evolutivi e di apprendimento. Queste transizioni andrebbero pensate, preparate e costruite quando ancora i bambini si trovano ad abitare il “vecchio” contesto educativo. Investire su un passaggio verso la scuola dell’infanzia o verso quella primaria significa, infatti, progettare esperienze significative e sollecitanti che tengano conto del punto di vista di tutti gli attori coinvolti: i bambini che “andranno via”, ma anche quelli che resteranno e che l’anno successivo si confronteranno concretamente con l’assenza dei compagni. In quest’ottica, piuttosto che “mettere in scena” rituali di passaggio che parlano di elementi di una cultura adulta decisamente distante da quella dei bambini (penso ad esempio alla consegna dei “diplomi”), sarebbe interessante costruire percorsi incentrati sulle dimensioni del saluto da un lato e della prefigurazione del “nuovo” dall’altro, attivando forme di partecipazione centrale e autentica che restituiscano agentività ai veri protagonisti dell’intera vicenda.

Camilla MonacoResponsabile dell’Unità specialistica Ricerca e Formazione della FPSM di Trento

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Quando il nido e la scuola dell’infanzia si affacciano al termine dell’anno ci si interroga su come accompagnare bambini e adulti nei “riti di passaggio” tra un ordine di scuola e l’altro. Spesso nelle conversazioni con i bambini e le famiglie esce prepotentemente la parola “grande”, accompagnata da un senso di cambiamento importante, quasi a dimenticare il bello e la gradevolezza di un percorso già trascorso e che ci accompagnerà per tutta la vita. Ma cosa significa per un bambino diventare grande? Come valorizzare il cambiamento? La continuità educativa realizzata tra i servizi per l’infanzia, costruita a più mani tra insegnanti ed educatori attraverso incontri, scambi, appuntamenti organizzati favorisce le esperienze concrete, connette realtà differenti e consente a bambini e famiglie di continuare “il viaggio” già intrapreso. Compito di educatori e insegnanti è quello di saper leggere gli stati d’animo e le aspettative con pazienza, attesa, entusiasmo. Un dialogo costante e costruttivo che deve trovare conferma nell’alleanza educativa con le famiglie in uno sguardo condiviso sul bambino, capace di relazioni di gruppo in una dimensione ecologica e globale. 

Comastri SaraCoordinatrice Pedagogica, “Accento” Società cooperativa sociale, Reggio Emilia

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Accompagnare i bambini nei passaggi di grado scolastico è un aspetto che sta dentro un percorso di progettazione educativa che esprime in modo chiaro e intenzionale un’idea di crescita.

Passare attraverso presuppone un prima e un poi in cui si è costruito un traguardo, il momento in cui si è diventati talmente competenti da dovere portare il proprio contributo altrove.

Nel nostro sistema educativo i passaggi evolutivi dei bambini vengono condivisi negli anni con loro e con le loro famiglie, attraverso piccole cerimonie interne che sottolineano abilità e con una documentazione che accompagna anche il genitore.

Nel congedo dall’infanzia alla primaria le emozioni sono fortissime da parte di adulti e bambini, perché dopo anni insieme c’è l’ignoto. A quella cerimonia sono dedicati tanti pensieri, tra cui la scelta che avvenga all’interno della festa di chiusura anno, progettata dai bambini dell’ultimo anno durante una speciale vacanza di 3 giorni con gli insegnanti, quasi un ritiro per ringraziarsi del tempo trascorso insieme, facendo un’esperienza straordinaria.

Durante la cerimonia, gli insegnanti consegnano a ogni bambino doni da loro preparati che racchiudono la storia di un percorso di anni, spesso dal nido, e restituiscono a ognuno la sua preziosità, il suo personale patrimonio umano che lo accompagnerà nel nuovo viaggio. 

Cinzia D’AlessandroResponsabile pedagogica “La Locomotiva di Momo”, Milano

 

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