L'editoriale

Diventare felici

«Santo cielo!» esclamò la signora Van Amersfoort. «Di che cosa parlano i libri? Parlano di tutto quello che c’è. Ti piace leggere?» Thomas annuì. «Aspetta». La signora Van Amersfoort si alzò. «Forse ho qualcosa per te». Si diresse verso uno degli scaffali. «Che cosa vuoi diventare da grande?» domandò. «Felice» rispose Thomas. «Da grande diventerò felice». La signora Van Amersfoort stava per tirare fuori un libro, ma si voltò sorpresa. Guardò Thomas sorridendo e disse: «Perdio, questa sì che è una buona idea. E sai quando si comincia a essere felici? Quando non si ha più paura».

Guus Kuijer (2004), Il libro di tutte le cose, Salani, 2009

 

 

Cosa vogliono diventare i bambini da grandi? Quando gli adulti pongono loro questa domanda impossibile – che chiede di gettarsi anima e corpo oltre il presente, oltre quello che si sa, in corsa verso un futuro imprevedibile e ignoto – cosa raccontano le risposte dei bambini? Chiunque abbia risposto almeno una volta nella vita di voler diventare una ballerina o un astronauta, una veterinaria o un cacciatore di draghi (e i generi si possono tranquillamente invertire, anzi sarebbe auspicabile, senza che cambi il senso) sa che non necessariamente la risposta corrisponde a quel che sarà, ma di certo contiene un indizio. È un indizio che racconta di aspirazioni, propensioni, intelligenze, curiosità: è una risposta, quando lasciata libera di sognare, che racconta qualcosa dei bambini che la offrono, perché è un germe di desiderio.

Thomas, lo straordinario protagonista di questo piccolo e splendido libro, alla domanda impossibile risponde che da grande diventerà felice: il desiderio dei desideri, che in questo caso è anche la speranza di un cambiamento, di una liberazione, di una vita nuova e finalmente buona.

Probabilmente, quello di Thomas è il desiderio di ogni bambino che incontriamo: poter conservare la luminosità della propria infanzia, se la sta sperimentando, o poter incontrare finalmente una serenità non ancora raggiunta o raggiungibile. E, probabilmente, è il desiderio di ogni adulto, di ogni uomo: attraversare questa vita nella felicità, che non è allegria o divertimento perenne, ma è tensione all’equilibrio e compiutezza. Diventare felici.

Leggendo questa pagina viene da pensare che certi desideri si possano condividere solo con adulti speciali, come questa strana vicina, magica e salvifica, che sa offrire il libro giusto per attraversare la paura, che sa cioè essere accanto offrendo sostegno e qualche strumento per aprire varchi al possibile.

In questa fine anno, nel tempo delle feste e dei desideri, viene da augurare e augurarsi di poter essere quegli adulti con cui i bambini non temono di esprimere i desideri più profondi, quegli adulti con cui possono sperare di essere felici, e anche di imparare a diventarlo.

Monica Guerra

 

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