L'editoriale

Passaggi

“Ecco il confine, ecco il passaggio

Ecco la fine di questo viaggio

Sto attraversando su un’onda alta

Sto attraversando, ora si salta

Dove si salta? Si salta dove?

Dov’è che sono? Io sono altrove

Io sono in alto, io sono in fondo

Eccomi qui, io sono al mondo”

Sabrina Giarratana, “Canto dell’attraversamento”, in S. Giarratana, S.M.L. Possentini, Canti dell’attesa, Il leone verde, 2015

 

Era appena iniziato ed è già finito. Ci guardiamo e ci diciamo che è volato, che sembra ieri. Oppure ci fermiamo un momento a ripercorrerlo e ci sembra una vita, pieno com’è stato di eventi, incontri, scoperte. Un anno, tempo che attraversiamo, vita che cresce.

Così, quando si arriva alla conclusione di un anno, che sia volato o meno, tanti sono stati i cambiamenti avvenuti, ma è bello pensare che tanti sono anche quelli a venire.

Passaggi da attraversare per i bambini che terminano un percorso e si dispongono a saltare verso un altro, un po’ o molto diverso. 

Un’onda alta da attraversare, non spaventosa, ma emozionante come i cambiamenti grandi, quelli che ne hai voglia ma li temi anche un po’.

Passaggi da accompagnare, aprendo piano piano la mano a cui erano stretti, per invitarli ad andare e insieme ricordare che noi si resta sempre lì, oppure nella memoria del cuore, se si è lavorato bene.

Passaggi da attraversare anche per i bambini che restano, perché comunque dopo un’estate saranno diversi anche loro. E allora occorrerà prepararsi con occhi rinnovati, sguardo pulito, per non restare impigliati in immagini passate, perché i bambini sono una e cento cose e i grandi devono permettergli di mostrarle tutte.

Passaggi da attraversare per le famiglie, che hanno davanti un tempo in cui ogni abitudine cambia e la scuola manca, compresi quei saluti alla mattina e al pomeriggio, con parole veloci ma rasserenanti capaci di creare ponti tra adulti interessati agli stessi bambini.

Passaggi da attraversare, infine, per gli educatori e gli insegnanti che con la fine dell’anno educativo e scolastico salutano, un po’ tristi di lasciare un gruppo, un po’ emozionati di accoglierne uno nuovo. Educatori e insegnanti che prendono una pausa, ma intanto ricordano, pensano, leggono, magari studiano anche, mica tutta l’estate ma un po’ sì, perché chi educa ha questo desiderio dentro di non restare fermo, di continuare a cambiare, di non smettere di trasformarsi. Per crescere come maestro ed essere lì pronto all’inizio del nuovo anno educativo con le tasche piene di semi buoni da lasciar cadere, ma anche attento a riconoscere tutti i semi che scivoleranno dalle tasche dei bambini che accoglierà.

Eccoci qui, ci si dirà, pronti a ricominciare. Intanto, nell’attesa, ognuno è già qua, già al mondo. E che ognuno possa fare viaggi bellissimi.

Monica Guerra

 

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