L'editoriale

Residui di stelle

“Sei fatto di residui di stelle. Appese come luci fatate, discrete, bizzarre e insieme intense come solo l’impossibile sa essere, sono le stelle che devi ringraziare per il tuo corpo fragile e straordinario. Quando le stelle muoiono, fanno una sorta di ultimo respiro profondo e poi collassano su loro stesse, come un soufflé rimasto a cuocere un po’ troppo a lungo. Quando accade, si liberano dei loro strati esterni, rilasciandone il contenuto nel magnifico nulla e tutto assoluto che è l’universo. […] Il tuo corpo è un derivato di tali eventi cosmici, quei resti di giganti che bruciano. […] In fin dei conti non sei poi così delicato, sai? Sei pietra, onda e corteccia staccata dagli alberi, sei una coccinella e l’odore di un giardino dopo la pioggia. Quando dai il meglio di te, ti porti dietro la parete nord di una montagna”.

E.F. Sanders, Piccolo libro illustrato dell’universo, Marcos y Marcos, 2019

 

Che potenza, pensarsi come parte di questo incredibile universo che abitiamo. Parte non solo perché affini, vicini, sensibili, ma proprio perché fatti della stessa meravigliosa materia.

Di acqua, come ci insegnano a scuola da bambini, raccontandoci di percentuali che ci rendono davvero liquidi come quella società di cui ci ha parlato tanto Bauman: esseri che evaporano un po’ e che ogni giorno hanno bisogno di ripristinare quella percentuale di acqua nel proprio corpo per continuare ad essere, a vivere.

Di aria, di cui abbiamo bisogno come il pane – anzi, più del pane – per poter respirare, far battere il cuore, dare ossigeno ai nostri pensieri.

Di carne, rivestiti di un velo sottile di pelle, che poi a guardare bene tanto sottile non è, fatta a strati com’è, pronta a proteggerci e difenderci, e poi dentro cuore che pulsa, organi che operano e sangue che scorre.

Basterebbe questo a dire di quanto abbiamo in comune con questo nostro mondo, con le materie prime che lo compongono e che animano ogni essere che condivide con noi questo fantastico pianeta che è la nostra casa comune, come la ha definita nella sua enciclica Papa Francesco.

Ma noi, e tutto ciò che con noi abita la Terra, siamo questo e molto di più. Perché siamo fatti, anche, di residui di stelle. Siamo carbonio, azoto, ossigeno, ferro e tutti gli altri elementi. Siamo delicati come foglie al vento, ma anche resistenti come pietra. Siamo minerali, vegetali e animali, siamo terra e cielo insieme, siamo sogni che camminano.

E, a pensarci così, siamo ancora più incredibili e preziosi, ognuno frammento di universo in una combinazione unica e irripetibile.

Un modo bello di pensare a ogni bambino e adulto che incontreremo in quest’anno educativo: tutti residui di stelle, ciascuno da onorare come parte del tutto.

Monica Guerra

 

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