Per insegnanti e genitori

di Daniela Mainetti e Elisabetta Marazzi

Chi lavora in ambito educativo si pone continuamente domande dando così a esse un’accezione autoformativa, ricercando responsabilmente le migliori soluzioni e strategie possibili.

 

Cari genitori, cari educatori e insegnanti

Dopo mesi passati a progettare e organizzare momenti di relazione e di dialogo a distanza tra scuola e famiglie, abbiamo pensato di lasciare la rubrica alle parole che abbiamo raccolto, chiedendo ai genitori cosa li rendesse felici in questo tempo, pensando ai loro bambini. Agli insegnanti ed educatori abbiamo fatto la stessa domanda, chiedendo, però di pensare alla loro professionalità.

Questo è un luogo dove le voci di genitori e dei professionisti si incontrano, uno spazio che permette di incrociare emozioni, parole e pensieri.

Di seguito le voci raccolte attraverso il centro per l’infanzia “Pupi Solari 0-6” (Cava Manara, Godiasco e Rivanazzano in provincia di Pavia), il “Centro 0-6 Terre d’Infanzia” (Sommacampagna in provincia di Verona), l’asilo nido “In Volo” (Paladina, Bg) e la scuola infanzia “Agustoni” (Mozzanica, Bg).

 

Educatrici e insegnanti

Mi sono accorta di aver seminato relazioni significative con le famiglie e con i bambini. Sapere che la mia azione è stata apprezzata, che ha creato una quotidianità di benessere, mi racconta di un servizio empatico e attento ai bisogni di ognuno.

Mi rende felice mantenere un legame con le famiglie: ricevere una foto, un audio, racconti delle conquiste dei bambini. Insieme scoprirci vulnerabili, ma con una sola forza nel cuore: la speranza che tutto andrà bene.

Sapere che nonostante la lontananza, c’è un pensiero costante e comune, che tiene viva la nostra comunità educante è un carburante per il cuore, la mente e lo spirito.

Sentire l’affetto dei bambini e vedere l’accoglienza generosa dei genitori nelle proprie case. Condividere se stessi e la quotidianità. Questo è un dono e come tale sento di proteggerlo e accudirlo. Il filo che ci unisce è rappresentato da uno schermo. Non sarà così per sempre, è così adesso. Torneremo a tenere il filo tra le mani.

Mi rende felice pensate ai bambini del mio gruppo, immaginare i loro desideri, creare uno spazio nella mente in cui poterli accogliere.

Mi piace immaginare che per ogni genitore questo tempo sospeso sia un’occasione per vivere appieno il proprio bambino, riappropriandosi del tempo per rafforzare la relazione unica che li lega.

Se penso al mio lavoro di educatrice in questo momento fortemente emergenziale, la cosa che mi rende felice è essere riuscita, insieme alle mie colleghe, a mettermi in gioco andando oltre all’idea di servizio che avevamo, reinventandoci su nuovi percorsi virtuali.

Da un’esperienza quotidiana scandita da ritmi e tempi sempre in condivisione, con i nostri incredibili bambini e le loro famiglie, a un’esperienza di lontananza che sembra surreale, che necessariamente si è dovuta “risignificare”. Forse si può parlare di una rinascita dell’azione educativa, a cui non eravamo preparati… ma ci ha trovato comunque pronte, a riassumerci il nostro ruolo in altra veste, a fare la nostra parte.

Mi rende felice poter continuare il percorso educativo con i bambini e i loro genitori anche a distanza, perché nonostante il nido sia chiuso la responsabilità educativa nei loro confronti rimane, perché in ogni situazione, anche in quelle più difficili, si impara sempre e si cresce insieme.

Fare scuola nonostante le distanze, interrogarsi, mettersi in gioco. Essere presenti, sperimentando canali distanti da me. Sentire di aver costruito legami importanti con le famiglie, curare relazioni di fiducia, ascoltare e accogliere le loro fatiche.

Sentire il corpo docente come una vera squadra che avanza insieme e si sostiene. Creare un ponte con le famiglie, riuscire a sentirle vicine e parte del progetto educativo. Conoscerci reciprocamente e mostrare la mia essenza di insegnante anche con i miei difetti e le mie fragilità.

In un momento dove tutto è fermo, ma senza stabilità, trovo gioia nel ricordare le emozioni delle esperienze vissute con i bambini e la sicurezza delle routine quotidiane che alla ripresa vivremo ancora più consapevoli della loro importanza.

  

Genitori

Ieri abbiamo osservato insieme una coccinella per dieci minuti nei suoi tragitti. Questa crisi impegna tutti noi, ma stare a casa ci permette di condividere meraviglie e questo rende tutto più sopportabile.

Mi rendono felice i risvegli lenti e le coccole del mattino, vedere i suoi occhi felici quando ogni giorno scopre che papà è a casa, poter assistere a ogni sua nuova conquista, vedere che apprezza i miei esperimenti culinari.

Penso che a fine giornata siamo tutti stanchi ma felici, loro perché hanno esaurito il loro bagaglio di emozioni e interessi e io perché ho cercato di soddisfare le loro richieste, consapevole del fatto che, a volte, le forze e la pazienza mi hanno messa a dura prova.

Nel bene e nel male, tra paure e felicità, è un momento unico che non tornerà più. Siamo tutti insieme, condividiamo spazi e tempo senza corse e orari, impariamo a crescere insieme e a rispettarci e a volerci bene come famiglia e come persone... è stupendo vivere la nostra quotidianità di famiglia. L’abbiamo scoperta e sarà difficile farne a meno.

Riuscire a dormire un pochino con Gabri nella pennichella pomeridiana, mi fa tornare indietro a quando era neonato e dormiva appoggiato su di me.

Senza dubbio il suo sguardo su di noi, i suoi occhi felici, vivaci ed entusiasti che guardano la sua mamma e il suo papà, mi danno gioia.

Quello che ci rende felici e non ci aspettavamo è vederlo così resiliente e così capace di adattarsi a questa nuova situazione, pur conservando l’entusiasmo per tutto quello che ha ricevuto dal nido e dallo stare con i suoi pari.

In questi momenti, dove la maggioranza delle famiglie si ritrova riunita e condivide esperienze, assaporando una strana convivenza surreale, noi viviamo tutt’altro. Siamo in prima linea all’ospedale di Bergamo. Io e il papà ci incrociamo appena durante la settimana, quando abbiamo la fortuna di passare uno o due giorni a casa con Francesco. Ci rende immensamente felici assaporare i suoi baci e abbracci, con il poco tempo e energie a disposizione facciamo il carico di attimi trascorsi tutti insieme. E quei momenti, che prima potevano sembrare banali e comuni, come i pranzi, le cene e la nanna insieme, oggi per noi sono il motore che spinge avanti la nostra famiglia... quello che per tutti è diventato un periodo di unione per noi è il momento del sacrificio più grande.

Condividere gioie oggi, ricordi un domani.

Mi rende felice vederla crescere, vedere ogni minimo cambiamento senza che siano altre persone a riferirmelo.

Mi rende felice pensare a noi due, all’unica cosa positiva che questo virus ha saputo dare: tempo per poter stare insieme e rafforzare il nostro legame.

Lucia ha 18 mesi, un’età in cui ogni giorno porta una piccola conquista per la sua crescita, anche durante le settimane di reclusione. Anzi, forse proprio questa condizione inusuale cui tutti e cinque ci siamo trovati (io, mio marito, i bambini e la nonna), sempre a stretto contatto, ma con molto tempo a disposizione gli uni per gli altri, ci sta permettendo di mettere “sotto una lente di ingrandimento” i progressi quotidiani della nostra piccolina. Mi dispiace soltanto che gli altri nonni non possano prendere parte a queste nostre gioie.

Ci rende felici vederlo scappare in giardino a piedi nudi, correre, annaffiare i fiori, sdraiarsi sul prato; ci rende felici sentirlo parlare e ascoltare i suoi progressi del linguaggio e delle sue espressioni; ci rende molto felici vederlo giocare più spesso con la sorella Anna, per più tempo, e constatare quanto siano diventati affiatati.

Vedere in loro la capacità di affrontare con resilienza e spirito d’intraprendenza quanto sta accadendo, trovando nelle piccole e semplici cose un motivo per gioire.

Essermi potuta riappropriare di un tempo lento con la mia bambina, un tempo tutto nostro in cui accogliere tutti i suoi “perché” e insieme trovare le risposte, ma anche un tempo per stare in silenzio e, semplicemente, osservarla.

Mi rende felice mia figlia. Qualsiasi cosa sia accaduta il giorno prima, lei si sveglia felice. Per lei è sempre un nuovo giorno; un giorno a cui dare l’occasione di essere perfetto!

 

Abbonamento Bambini

Per acquistare il fascicolo

 

Tutti gli "Strumenti di lavoro" (i contenuti: testi, immagini, files ecc.) e le informazioni pubblicate attraverso il sito internet di Bambini S.r.l. sono resi disponibili secondo le specifiche "Creative Commons License"  BY-NC-ND 4.0 che consente l'ampia condivisione delle proprie opere con alcuni diritti riservati. L'utente può scaricare, riprodurre, distribuire, comunicare ed esporre in pubblico i suddetti "Strumenti di lavoro", rispettando le seguenti condizioni: (i) Attribuzione – la paternità dei contenuti deve essere attribuita in modo esplicito alla fonte Bambini S.r.l. e, ove esplicitato, dell'autore; (ii) Non commerciale – i contenuti non possono essere utilizzati per fini commerciali; (iii) Non opere derivate – i contenuti non possono essere trasformati né utilizzati per creare materiali derivati.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta l’informativa estesa sui cookie. Proseguendo la navigazione, acconsenti all’uso dei cookie.