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Dai Paesi UE

di Paola Caselli

Assegnista di ricerca e dottoranda in Scienze della formazione e Psicologia, Dipartimento di Scienze della formazione e Psicologia, Università degli Studi di Firenze

 

Questa rubrica evidenzia tratti essenziali dei sistemi educativi prescolari di una selezione di Paesi UE 

 

 

Educazione e cura dell’infanzia in Irlanda

La Early Childhood Education and Care irlandese presenta delle peculiarità che la rendono molto particolare all’interno del panorama comunitario: soltanto la ECEC rivolta alla fascia d’età compresa tra i 3 anni e 2 mesi e i 4 anni e 7 mesi è ritenuta il primo step del sistema educativo-scolastico nazionale ed è responsabilità del Department of Education and Skills’ Inspectorate. Tutti gli altri tipi di servizi per l’infanzia dipendono dal Department of Children and Youth Affairs, ma sono di fatto erogati “al di fuori del sistema educativo formale, da un articolato range di soggetti privati, comunitari e no profit, e sono indicati in vari modi: crèches, nurseries, pre-schools, naíonraí (servizi prescolari dove si parla il Gaelico), playgroups e daycare services” (Department of Education and Skills irlandese, www.education.ie/en/The-Education-System/Early-Childhood, consultato il 17/02/2018, traduzione mia; Eurydice, Eurostat, Cifre chiave sull’educazione e la cura della prima infanzia in Europa, 2014; Deirdre Horgan et al., Early Childhood Care and Education Policy: Ireland Country Note, “NZ Research in Early Childhood Education Journal”, vol. 17, 2014, pp. 1-13). A questo tipo di ECEC informale si aggiungono i servizi di childminding domiciliare.

La particolarità di questo sistema ECEC è confermata da un ulteriore dato, che rende più chiare le ragioni che hanno condotto la Early Childhood Education and Care per i 3-4enni a cadere sotto la responsabilità del Department of Education and Skills: in Irlanda, dal 2009, i bambini tra i 3 anni e 2 mesi e i 4 anni e 7 mesi di età hanno diritto a un anno prescolare gratuito – noto con l’acronimo d “FPY”: Free Preschool Year – offerto a domicilio o all’interno di servizi educativi. Inoltre, a partire dai 4 anni, i bambini possono essere iscritti alle infant classes, ritenute parte dell’istruzione primaria, che è obbligatoria dai 6 anni.

Questa suddivisione sui generis dell’ECEC si riflette anche sulla formazione dello staff educativo, nel complesso di basso profilo qualitativo. In Irlanda, “i livelli, significativamente bassi, delle qualifiche richieste agli operatori del settore prescolastico contrastano con il titolo di laurea richiesto agli insegnanti della scuola primaria. E, mentre il Free Preschool Year definisce le qualificazioni minime richieste al personale coinvolto, ciò non accade negli altri tipi di staff” (Oireachtas Library e Research Service, “Early Childhood Education and Care”, bollettino n. 4, 2012, www.oireachtas.ie, consultato il 17/02/2018, p. 11, traduzione mia).

Per quanto concerne le percentuali di fruizione, data la sua natura informale, la mancanza di report statistici ufficiali e la frammentazione dell’offerta, non è possibile conoscere la percentuale dei bambini in fascia d’età 0-3 che frequentano servizi educativi. Per contro, è noto il tasso di bambini tra i 3 anni e 7 mesi e i 5 anni che usufruiscono di un servizio ECEC e/o sono iscritti alle infant classes: tra 2012 e 2013 ha partecipato all’ECEC il 46,6% dei bambini tra i 3 anni e 7 mesi e i 4 anni; la percentuale è salita al 48% nel caso dei bambini di 4 anni e ha raggiunto il 98,3% in quello dei 5 anni (Eurydice, Eurostat, cit.).

Concludiamo con un ultimo dato, che permette di inquadrare e comprendere meglio il sistema ECEC irlandese: in Irlanda è investito nel settore dell’educazione prescolare meno dello 0,3% del PIL; siamo ancora ben al di sotto del benchmark minimo dell’1% individuato dall’UNICEF e dell’oltre 1,3% del PIL destinato all’ECEC, ad esempio, in Danimarca (Oireachtas Library e Research Service, cit.).