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Negli ultimi trent’anni la letteratura psicologica e quella pedagogica hanno messo in evidenza l’importanza di un rapporto positivo tra i bambini e gli animali per la costruzione di un rapporto altrettanto positivo con gli esseri umani, con la natura e con la realtà in genere, nonché per la comprensione della diversità. 

La relazione con l’alterità è uno degli aspetti fondamentali dell’esperienza umana ed è strettamente connessa alla percezione di se stessi: per questo motivo molte ricerche negli ultimi anni hanno affrontato il tema dell’empatia, cioè della capacità di immedesimarsi in un altro individuo sia sul piano cognitivo che su quello emotivo-affettivo (Reddy, 2008). La prospettiva intersoggettiva ha inoltre rilevato l’importanza fondamentale del corpo e degli scambi non verbali nelle interazioni con gli altri e con il mondo, fin dai primi giorni di vita (Stern, 1985; Gallese, 2015; Mignosi, 2016).

In questa cornice, il rapporto degli esseri umani con gli animali acquista un significato particolare: permettere ai bambini scambi e legami positivi con esseri viventi diversi (ciascuno con proprie peculiarità) e può costituire un’ottima via perché si instaurino legami positivi anche con i propri simili. Ma gli animali (soprattutto i mammiferi, ma anche molti uccelli e persino i rettili) sono anche molto affini a noi: stringono legami affettivi e soffrono, piangono e ridono, s’incuriosiscono e si disperano (Beckoff, 2002). Dopo l’inizio promettente di Darwin, che più di 130 anni fa si occupò di questo argomento nel libro L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali, pochissimi sono stati gli scienziati che hanno proseguito ricerche in tal senso, riconoscendo che gli animali possiedono sentimenti ed emozioni.

Una maggiore sensibilità verso i bisogni e i diritti degli animali deriva, quindi, in parte, dal ricordare quello che siamo e quello che ci accomuna (De Waal, 2016). È importante che i bambini sappiano che, in quanto esseri umani, siamo animali anche noi e condividiamo molte caratteristiche con altri esseri viventi. Non vi è dubbio, quindi, che l’animale, proprio nella duplice natura di simile e diverso, sia una “soglia” che dà modo ai bambini, anche molto piccoli, di elaborare in modo graduale i concetti di alterità, di vincolo, di ricchezza della diversità. Permette loro di contattare e di comprendere le proprie emozioni grazie a un rapporto di reciproco rispecchiamento, ma anche di decentrarsi attraverso il prendersi cura e la percezione della propria responsabilità. 

Gli animali svolgono, inoltre, un ruolo essenziale per la relazione tra pari, favorendo la condivisione di esperienze significative tra bambini su più piani (emotivo, cognitivo, espressivo, comunicativo, sociale).

Parallelamente il contatto con gli animali costituisce una fondamentale esperienza di rapporto con la natura e di riconnessione con una dimensione che nel mondo occidentale industrializzato e urbanizzato è stata persa; oltre a stimolare uno stato di benessere e un’integrazione delle diverse parti di sé, accresce anche lo sviluppo di una sensibilità ecologica che si manterrà negli anni successivi.

All’interno di tali processi è centrale il ruolo degli adulti che mediano la relazione tra i bambini e gli animali (nel rispetto dei loro tempi e delle loro specificità) che promuovono l’osservazione e l’esplorazione che, con sensibilità e attenzione, progettano percorsi di apprendimento attivo.

Questi sono i principali temi affrontati nei contributi che seguono: si parlerà di animali di solito non considerati, come gli asini, le pecore, le galline e delle relazioni ricche e profonde che possono instaurare con i bambini; si parlerà anche di animali empatici e sociali come i cani che aiutano i bambini nella percezione e regolazione del tempo in attività di Mindfulness, o che attirano la loro attenzione e curiosità quando entrano stabilmente in un nido-scuola dell’infanzia, consentendo processi di apprendimento nuovi e significativi anche sul piano emotivo.

Tutti gli articoli sono accomunati da uno sguardo amorevole e rispettoso nei confronti degli animali, nella consapevolezza dell’importanza fondamentale di creare ponti, legami, relazioni con l’alterità nelle prime fasi dello sviluppo e nella convinzione che sia necessario un cambiamento culturale verso il mondo naturale. 

 

Elena Mignosi

Università di Palermo