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Lo spazio educativo

Molte delle più recenti riflessioni sulla pedagogia della prima infanzia convergono nel sottolinea­re come le funzioni del contesto educativo – anche del contesto fisico che accoglie l’esperienza educativa – vadano ben oltre il semplice ruolo di “contenitore”.

Qualcuno ha detto opportunamente che l’esperienza dell’educazione nasce nell’esperienza della conoscenza del mondo prima che nell’esperienza della parola, a sottolineare che la costruzione dei significati, come delle relazioni e degli stessi apprendimenti, non si fonda sul trasferimento delle conoscenze attraverso il linguaggio verbale, quanto piuttosto, innanzitutto, sulla diretta possibilità di esperienza offerta al protagonismo interpretativo e costruttivo dei bambini.

Peraltro, quando parliamo dei primi anni di vita, la radice senso-motoria della conoscenza – tanto evidente nel modo in cui i bambini sono naturalmente orientati a esplorare, trasformare e conoscere il mondo attraverso l’esercizio dei sensi – si propone alla nostra attenzione suggerendoci l’importanza di offrire ai bambini contesti ricchi di opportunità e stimoli prima che di strutturare percorsi di apprendimento fondati sulla proposta organizzata di precisi contenuti.

Alcune riflessioni all’interno del mondo della scuola si fanno progressivamente sensibili al fatto che un vero e più autentico apprendimento si costruisce proprio quando l’articolazione per assi disciplinari lascia spazio a una maggiore libertà di sviluppo dell’esperienza in spazi e tempi non rigidamente definiti dalla classica struttura delle “lezioni”. È piuttosto evidente che la garanzia di spazi e tempi generosi di opportunità ma non cadenzati da regole e obiettivi prestabiliti siano il modo più corretto di favorire e sostenere l’esperienza educativa delle bambine e dei bambini più piccoli.

Lo spazio – non più semplice contenitore – diventa un vero “elemento in relazione”, con gli adulti e i bambini che lo abitano, e concorre con le proprie opportunità di esplorazione e sperimentazione a sostenere il protagonismo attivo dei bambini nei processi di sviluppo delle loro esperienze, relazioni, conoscenze e apprendimenti.

Centrare una rinnovata attenzione sul tema dello spazio educativo non vuol dire tuttavia sottrarre protagonismo agli educatori, poiché lo spazio può essere “spazio educativo” solo a patto che la sua predisposizione sia svolta da adulti consapevoli del suo valore e capaci di inserire al suo interno opportunità diversificate e aperte, in modo da rendere possibile ai bambini – e ogni bambino secondo personali modalità – di utilizzarlo per disegnare attivamente i percorsi della propria esperienza. 

 

Aldo Fortunati