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Dialogo tra Enti

a cura di Matteo Taramelli e Alberto Alberani

 

Uno spazio di incontro e confronto su un unico tema, un unico argomento affrontato dal punto di vista dei diversi gestori di servizi 0-6.

 

Anno educativo ti scrivo

Sta per iniziare un anno tutto nuovo, fatto di speranze, di aspettative, di desideri. Le novità normative dell’ultimo periodo, la voglia di sperimentare, la necessità di pensare in modo rigoroso alla qualità di quel che si fa nel quotidiano contribuiscono, in modi e intensità diversi, a definire la direzione del nostro fare 0-6. Cosa ne pensano gli addetti ai lavori? Quali priorità, quali aspettative?

 

La convocazione del primo collegio dei docenti segna l’apertura del nuovo anno scolastico, tra saluti di benvenuto e linee progettuali da definire. Compito essenziale della progettualità educativo-didattica del docente sarà creare un ambiente di apprendimento accogliente e motivante, che favorisca lo stare bene, la curiosità e l’interesse ad imparare di ciascun bambino e bambina, al fine di garantire concretamente “pari opportunità di educazione e istruzione, di cura, di relazione e di gioco, superando diseguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali”. Una scuola di qualità necessita di docenti che sappiano lavorare insieme con competenza e rispetto reciproco, all’interno di una rete educativa territoriale capace di rispondere in modo adeguato alle esigenze di alunni e famiglie. Attraverso la valorizzazione del pluralismo educativo si progettano esperienze che suscitano fiducia nelle personali capacità, scoperta delle potenzialità, voglia d’imparare, condivisione, collaborazione, assunzione di piccole responsabilità, rispetto degli altri e delle cose. Perché, come affermava Dewey, l’educazione non è preparazione alla vita, bensì la vita stessa.

Giusi CaliriDocente e pedagogista, scuola dell’infanzia “San Giovanni”, I.C. Secondo Milazzo (Me)

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Come amministratore ritengo apprezzabile questo sforzo legislativo che va nella direzione di una continuità educativa che inizia in tenera età.

Nel sistema integrato sono previsti diversi servizi educativi per l’infanzia: dal nido, al micronido, agli spazi gioco… diverse proposte pedagogiche che sembra vadano nella direzione di raccogliere i bisogni delle famiglie e dei bambini della nostra realtà sociale complessa. La trasformazione è importante: da servizi che fino a oggi avevano un carattere assistenziale si passa a un’offerta educativa che dovrà essere generalizzata, quindi alla portata di tutti.

Serviranno quindi delle risorse per permettere alle amministrazioni, alle scuole, agli enti di sostenere questo cambiamento, che non ha solo implicazioni economiche ma anche un alto valore sociale e culturale. Un altro aspetto fondamentale riguarda gli spazi, cioè l’istituzione dei poli per l’infanzia. Nella legge si trovano dei contenuti all’avanguardia dove vengono messi in risalto elementi determinanti quali la formazione, l’innovazione e la partecipazione… Sarà importante capire quali risorse verranno messe in campo al fine di veder concretizzato questo percorso socialmente innovativo.

Virna Vischioni, Assessore Pubblica Istruzione, Educazione permanente, asilo nido, Comune di Nave (Bs)

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C’è solo una via per pensare in modo rigoroso alla qualità di quello che si fa a scuola e nei servizi educativi tutti i giorni: pensarci in modo concreto. Il più potente strumento che la scuola ha a disposizione per garantire la qualità che già c’è (che non basta mai) per migliorarla, per provare a cambiare qualcosa è la formazione. Formazione rigorosa e concreta, appunto: che compie una scelta scientifica e metodologica; che orienta; che consente di discutere, di mettere e di mettersi in discussione; la formazione che permette di osservare da vicino le pratiche, di comprenderne le ragioni, quelle esplicite, ma soprattutto quelle implicite. La formazione che aiuta i professionisti a disambiguare, a distinguere, a chiarirsi e a saper chiarire ai propri interlocutori le motivazioni che portano insegnanti ed educatori a tracciare una direzione nelle pratiche quotidiane.

È fondamentale, urgente, che tutti gli operatori della scuola e dei servizi educativi accedano non solo volontariamente ai percorsi formativi, ma come parte necessaria di un impegno e di un investimento professionale. Ed è altrettanto prioritario e urgente, quindi, che la formazione sia davvero all’altezza del compito, sia davvero qualificante, accogliente e migliore di qualsiasi riferimento ciascun insegnante possa trovare da solo. Come dovrebbe essere sempre e per tutti la Scuola.

Lorenza FerraiResponsabile Settore Ricerca, Formazione e Servizi pedagogici, FISM di Trento

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Come coordinatrice di servizi alla prima infanzia mi piace sempre ricordare alle educatrici e alle famiglie che il bambino che stiamo accompagnando nella crescita deve poter percorrere la sua strada e noi adulti, accanto a lui, dobbiamo confrontarci e trovare modalità per non creare ostacoli inutili al suo viaggio.

Quando il tempo del nido finisce, la strada di quel bambino e della sua famiglia continua alla scuola dell’infanzia: spesso come équipe nido ci siamo interrogate sul modo in cui i progetti continuità possano continuare oltre al – seppur importante – passaggio d’informazioni sul bambino e alla visita alla scuola. Cosa possiamo costruire con le insegnanti, quali strumenti possono essere utili per fare in modo che quel bambino e la sua famiglia non si sentano soli? Come accompagnarli nel cammino, visto che la strada è una? Come non creare fratture nel percorso?

La nuova normativa ci sprona a sperimentare, educatrici e insegnanti insieme: dovremo trovare del tempo e partire da un confronto, per capire qual è il bambino che stiamo accompagnando; dovremo formarci insieme, conoscerci più a fondo, condividere strumenti. Ci vorrà un po’ di tempo; ma cominciare a pensare 0-6 in modo “allargato” ci permetterà di rendere per il bambino il passaggio dalla mano dell’educatore alla mano dell’insegnante un gesto più fluido, un gesto davvero in continuità.

Paola RonchiResponsabile area infanzia “La Vela”, società cooperativa sociale, Brescia

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Il sistema integrato 0-6 presenta per il nostro gruppo di lavoro un’occasione per aprire una riflessione pedagogica: siamo nati nel 2012 come servizio 0-6 e ci presentiamo alle famiglie come un sistema educativo, di continuità tra il nido e la scuola d’infanzia.

In questi primi anni però ci siamo rese conto che spesso la continuità educativa è rimasta sulla carta.

Alcuni aspetti in particolare ci rimandano questa evidenza e riguardano principalmente le modalità di relazione tra adulti e bambini: quasi come se il nido fosse un mondo in cui prevalgono la coccola e un atteggiamento protettivo degli adulti, mentre nella scuola viene richiesta una grande indipendenza.

Nella realtà ambiamo a che tutto avvenga con una progressione significativa per le differenti età di sviluppo che, in termini di cura, necessitano di risposte diverse, ma in una cornice progettuale dove l’intento è rendere i bambini autonomi e padroni di sé, del proprio fare, pensare, sentire, fin da piccolissimi.

Per questo nuovo anno ci promettiamo di lavorare perché le distanze fra nido e scuola si riducano.

Cinzia D’AlessandroProgettazione e coordinamento pedagogico di servizi per l’infanzia, Milano


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