I gestori dei servizi

a cura di Matteo Taramelli e Alberto Alberani

 

Uno spazio di incontro e confronto su un unico tema, un unico argomento affrontato dal punto di vista dei diversi gestori di servizi 0-6.

 

Una proposta irrinunciabile

Organizzare un’uscita sul territorio non può e non deve essere un evento straordinario nei servizi all’infanzia. Sia che si tratti di vivere il proprio quartiere, il paese, i parchi vicino alla sede del servizio sia iniziative più “impegnative” e fantasiose, le équipe possono costruire occasioni di conoscenza e contatto con il mondo al di fuori del nido e della scuola dell’infanzia.

 

Visite d’istruzione e uscite territoriali sono esperienze formative significative per i piccoli alunni della scuola dell’infanzia. Occasioni socializzanti e di condivisione emotiva, “viaggi” alla scoperta del territorio e di conoscenza delle risorse presenti. Occorre pertanto promuovere queste esperienze nei vari periodi dell’anno e in concomitanza con iniziative socio-culturali organizzate nel comprensorio. I bambini imparano così ad apprezzare il senso del bello e sono stimolati ad acquisire atteggiamenti di cura verso la natura e l’ambiente; a coltivare l’amore per l’arte e la cultura, sviluppando in prospettiva  l’abitudine a frequentare musei, biblioteche, teatri… Tuttavia, vi sono spesso determinate condizioni di ostacolo alla riuscita di queste proposte. Ad esempio, quando gli alunni non usufruiscono del trasporto comunale gratuito, che alleggerirebbe i costi delle gite; oppure quando hanno difficoltà ad accedere ai luoghi di fruizione culturale per carenza di personale specializzato e di servizi non strutturati a misura di bambini. Una soluzione auspicabile è l’attivazione di una sinergia positiva tra scuola, Ente comunale e territorio al fine di garantire ai bambini la possibilità di apprendere in modo attivo, coinvolgente, e sperimentare straordinarie avventure conoscitive.

Giusi Caliri, Docente e pedagogista, scuola dell’infanzia “San Giovanni”, I.C. Secondo Milazzo (Me)

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La filosofia che lega i percorsi educativi dei servizi per l’infanzia 0-6 anni del Comune della Spezia è orientata alla narrazione di una città educativa che può nascere dall’interazione tra i servizi per l’infanzia, i luoghi della cultura, gli spazi e i tesori artistici per insegnare a tutti, a cominciare dai bambini e dalle bambine, a utilizzarli e apprezzarli: una città ricca di antiche tradizioni, esplorate e valorizzate nei musei, nei teatri, nelle biblioteche e al conservatorio, dove la curiosità e l’entusiasmo, uniti al fare naturale e spontaneo dei bambini, favoriscono incontri rompendo i confini e i limiti, generando suggestioni e mescolanze, non solo di note e di colori, ma anche di emozioni e di linguaggi. I progetti educativi che in questi ultimi anni hanno coinvolto educatori, bambini e genitori, in collaborazione con gli operatori del sistema museale cittadino, possono rappresentare un esempio di “modello educativo” e offrire una traccia metodologica di lavoro. Le attività di esplorazione e sperimentazione ispirate alla narrazione e alle opere d’arte hanno permesso a bambini e famiglie di scoprire il colore come filo conduttore che dal nido conduce al museo e riporta al nido, creando un’infinità di esperienze cromatiche.

Lucia CastigliaResponsabile Servizi Educativi 0-6 anni, Comune della Spezia

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Le uscite sul territorio rappresentano un’opportunità irripetibile di scoperta e incontro con quanto il “fuori” può regalare per varietà e ricchezza di proposte. Sempre più spesso, finalmente, succede anche che siano i bambini a offrirsi alla propria Comunità come interlocutori credibili, capaci di pensieri e azioni “alti”, attraverso gesti densi di significato, di cittadinanza attiva e di educazione. Per Natale, ad esempio, il Circolo di Coordinamento di Trento 3 ha promosso un’iniziativa che ha coinvolto le scuole a esso afferenti: Canossiane, Cognola, Povo, Sacro Cuore, San Donà, Villazzano. Più di quattrocento bambini dal 10 al 14 dicembre sono usciti per le vie della città e delle frazioni vicine per portare i loro pensieri d’augurio a passanti o turisti, bambini dei nidi d’infanzia o ragazzi delle scuole primarie, ospiti di Case di Riposo o rappresentanti delle Associazioni e delle Istituzioni presenti sul territorio, tutti piacevolmente sorpresi per questi doni inattesi. È stato un lavoro di rete tra le insegnanti che, insieme, hanno progettato le uscite per far sì che i bambini potessero incontrarsi anche tra di loro, condividendo un’esperienza autentica di gratuità e reciprocità, conoscenza e accoglienza dell’altro.

Ivana LeonardelliCoordinatrice del Circolo di “Trento 3”, Federazione provinciale Scuole materne di Trento

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Poche parole per un tema vasto: le uscite sul territorio. Apro con una piccola provocazione: perché no? I bambini trascorrono al nido una parzialità della loro esistenza. Sono ospiti nei nostri servizi ma sono, prima di tutto, bambini del villaggio. E l’invito è quello di stravolgere il pensiero, di partire dal “fuori” perché è al mondo che, in concerto con la famiglia, li stiamo preparando. Potrei elencare i principi della pedagogia del rischio, far riferimento alle linee guida pediatriche su l’importanza della vita all’aria aperta, proporre i vantaggi di una progettualità in relazione con le persone che vivono e lavorano fuori dalle mura del nido... Invece propongo questo sguardo: andiamo per le strade, scopriamo i quartieri, usiamo i mezzi pubblici, godiamo dei libri in biblioteca, assaporiamo frutta fresca e di stagione dal fruttivendolo: mostriamo al mondo come lavoriamo, come ci relazioniamo, quale il nostro ruolo di adulto, che non spiana la strada ai bambini ma prepara gli stessi ad attraversarla. Non c’è bisogno che individuino un modo per guardare dentro, perché siamo noi a “essere fuori”.

Sara Albergoni, “Genera” società cooperativa sociale Onlus, Milano

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Il “Giardino di Bez”, un nido aziendale con un’utenza mista, esiste da tredici anni ed è formato da una équipe stabile e consolidata, dove ogni cambiamento viene pensato e condiviso da tutte le educatrici. Siamo sempre state entusiaste di organizzare gite e giornate speciali, ma rientravano in occasioni rare, speciali anche per l’eccezionalità dell’evento. Il cambiamento ci ha travolte da quando la nostra responsabile ci ha coinvolte in esperienze formative riguardanti il benessere e l’apprendimento dei bambini, vivendo nella quotidianità il fuori. Non è stato facile superare le fatiche organizzative, soprattutto gli ostacoli di una routine di anni, e progettare giornate in cui uscire fuori dal nido diventasse una normalità. Dobbiamo ammettere che all’inizio eravamo restie anche all’utilizzo del piccolo cortile nei mesi freddi e ci accontentavamo di lasciare che i bambini guardassero gli alberi dalle grandi finestre. Invece attraverso la formazione e accettando di sperimentare, ci siamo rese conto che intorno al nido c’è un piccolo mondo di meraviglie per i bambini. Ogni passeggiata, ogni metro quadro di marciapiede è luogo d’esplorazione: i bambini vedono ciò che a noi sfugge e ci restituiscono nuovi sguardi. Ora siamo noi stesse educatrici a ritenere che il quartiere, come il parchetto pubblico, o altri luoghi d’interesse da raggiungere con la metropolitana, a piccoli gruppi, ci appartengano e siano parte della nostra quotidiana progettazione.

Le educatriciNido d’infanzia “Il giardino di Bez”, Milano


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