I gestori dei servizi

a cura di Matteo Taramelli e Alberto Alberani

 

Uno spazio di incontro e confronto su un unico tema, un unico argomento affrontato dal punto di vista dei diversi gestori di servizi 0-6.

 

Una festa in dialogo

Le feste di Natale sono finite. Come ogni anno, purtroppo, sono balzate all’onore della cronaca numerose situazioni in cui una presunta voglia di laicità ha creato contrasti e problemi invece che vicinanza e comprensione. Fortunatamente, ci sono molte esperienze che fanno del dialogo la loro cifra più rilevante.

 

Da alcuni anni la preparazione della festa di Natale, nella scuola dell’infanzia “Buscaglia” (I.C. Cinisello Balsamo) è inserita in un progetto più ampio con il quale noi docenti intendiamo promuovere la partecipazione attiva e consapevole delle famiglie degli alunni. La ricorrenza diviene così l’occasione per organizzare un laboratorio teatrale finalizzato alla realizzazione di uno spettacolo: un regalo che i genitori fanno ai loro bambini. Proprio perché crediamo che la natura della Scuola Pubblica, una scuola di tutti e per tutti, debba essere democratica e laica, cioè aperta al confronto e rispettosa di ogni orientamento religioso, etico o ideologico, i contenuti veicolati non si rifanno alla tradizione religiosa. La storia rappresentata prende avvio da un’idea che è sempre un piccolo problema che i diversi personaggi insieme affrontano e risolvono. Il valore dell’iniziativa non è da ricercare all’interno della trama narrativa; ci interessa sperimentare, pensare e organizzare momenti significativi, anche al di fuori del tempo scuola, che permettano a genitori e insegnanti di vivere esperienze di conoscenza e di crescita in una relazione che si costruisce lavorando insieme.  

Tatiana Milan, Insegnante scuola infanzia “Buscaglia”, I.C. Cinisello Balsamo (Mi)

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Leggere di situazioni in cui i festeggiamenti del Natale, con i significati religiosi che porta con sé, possano nelle realtà dei servizi alla prima infanzia creare discussioni e problemi, appare molto lontano da quanto percepito nel nostro territorio. La nostra esperienza racconta di un contesto in cui tutto ciò possa essere attraversato con l’innocenza caratteristica dei bambini, che vedono quello che circonda questo periodo dell’anno semplicemente come bellezza e magia, indipendentemente dal retroscena culturale che lo genera. Un bambino rimane incantato di fronte a un albero addobbato, così come resta a bocca aperta di fronte a un presepio illuminato e forse da loro dovremmo imparare. E per noi è così: nei servizi il Natale è Natale come è stato da sempre, con gli addobbi, il presepio, i racconti, i canti… quelli di sempre! Non penso che questa sia leggerezza o insensibilità, perché negli sguardi delle famiglie, tutte le famiglie che sono entrate nei servizi allestiti a festa e hanno partecipato ai festeggiamenti, c’è semplicemente la voglia di condividere, di esserci, di stare insieme in amicizia e allegria; e non è questo, in fondo, è il vero e unico significato del Natale, che dovremmo raccontare ai bambini?

Claudia OttellaCoordinatore pedagogico, Città di Biella

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Un presepe che racconta un territorio: le fontane, la scuola, la chiesa, il pozzo, la campagna, il bosco; una rappresentazione del paese di Mezzolombardo con i suoi luoghi più caratteristici e al centro la Natività. Nel cielo un mare di stelle su ognuna delle quali si legge un augurio nelle diverse lingue del mondo. Mamme che sono state invitate a scuola per leggere ogni giorno una storia mentre l’Avvento portava lentamente verso il Natale. È così che i bambini della scuola dell’infanzia di Mezzolombardo hanno vissuto quest’anno il Natale; in un clima di collaborazione, di partecipazione e di dialogo fra tutte le culture e le fedi professate dalle famiglie dei bambini che frequentano la scuola. Il racconto della storia della nascita di Gesù ha permesso di dare significato ai simboli che caratterizzano per i cristiani questo momento dell’anno e ha reso evidente come i valori dell’accoglienza, della bontà e della disponibilità sia­no universali e rispondano a bisogni profondi che l’uomo ricerca e condivide in tutte le religioni. Tutto ciò nella consapevolezza che la conoscenza dei valori e dei significati peculiari di una comunità promuove rispetto e favorisce il dialogo tra le diverse religioni.

Elena RicciCoordinatrice del circolo di Mezzolombardo, Federazione provinciale Scuole materne di Trento

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In un libro molto noto agli addetti ai lavori, l’antropologo Francesco Remotti afferma che tutti vivremmo meglio se ci liberassimo del mito dell’identità, sostenendo che “di sola identità si muore” e che “il ricorso all’alterità è qualcosa di irrinunciabile, almeno quanto la costruzione dell’identità”. Il Natale se utilizzato come mezzo di affermazione identitaria per contrapporsi a coloro che propongono di sostituire Gesù bambino con il più innocuo Babbo Natale viene svalutato da due visioni (universalista e relativista) di un’identità occidentale sempre più in frantumi. L’esperienza vissuta dal consorzio La Rada in alcuni comuni a bassa densità abitativa del Cilento, dove gestiamo servizi sia per l’infanzia che per famiglie straniere, ci ha dato l’opportunità di sperimentarci nella costruzione di comunità educanti dove lo straniero diventa una risorsa che contribuisce alla generazione di benessere collettivo e coesione sociale. In quest’ottica la festività natalizia viene valorizzata dal contributo che sguardi diversi possono porre su di essa e diviene rappresentazione di una storia che vede protagonista una famiglia che ha vissuto l’esperienza della povertà, del vivere in un rifugio precario, della migrazione forzata.

Ciro Gagliotta“La Rada” consorzio di cooperative sociali, Salerno

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Natale arriva ogni anno, non si fa in tempo a iniziare l’anno scolastico che ci si ritrova a pensare a come preparare la festa di Natale al nido e alla scuola dell’infanzia, come far sì che sia più bella o a parimerito di quella dell’anno precedente, cosa regalare ai genitori come titolari del servizio (essendo un servizio privato è quasi obbligatorio un presente alle famiglie), cosa regalare ai bambini, cosa preparare insieme ai bambini perché il giorno della festa i genitori ricevano un dono manufatto, sorprendente e coerente alle scelte del progetto educativo. E mentre ti consulti, rifletti, fai fare preventivi, arriva la richiesta di almeno un genitore: “Lo sappiamo che non siete un asilo religioso, però è un peccato non raccontare ai bambini la storia di Gesù Bambino”. La nostra risposta, a quel punto, si concentra sull’importanza di trasmettere messaggi laici e condivisibili da tutte le famiglie. Quest’anno però non ci è successo, invece qualche genitore ha chiesto: “È giusto che noi festeggiamo il Natale con regali ai nostri bambini, mentre ovunque anche nel nostro Paese, ci sono bambini in condizioni d’indigenza? Quando è giusto parlare ai bambini della povertà?”. Natale è certamente il giorno giusto, inserendo la parola solidarietà sotto l’albero, all’interno del presepe o sulla tavola imbandita, riflettendoci noi, insieme ai bambini.

Cinzia D’AlessandroProgettazione e coordinamento pedagogico di servizi per l’infanzia, Milano

 


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