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I gestori dei servizi

a cura di Matteo Taramelli e Alberto Alberani

 

Uno spazio di incontro e confronto su un unico tema, un unico argomento affrontato dal punto di vista dei diversi gestori di servizi 0-6.

 

Il coordinamento pedagogico territoriale

Nel mese di settembre 2018 la conferenza Stato Regioni ha approvato per il secondo anno il riparto dei fondi relativi al d.lgs. 65/17. Sono cifre importanti: 224 milioni di euro, affidati alle Regioni per la realizzazione delle azioni previste dalla normativa. Tra queste, la costruzione di coordinamenti pedagogici territoriali. Ad oggi non esiste un riferimento unico sulla gestione di questi coordinamenti né una prassi definita. Di seguito vi raccontiamo alcune modalità utilizzate per concretizzare questo importantissimo strumento di confronto e formazione.

 

L’istituzione del coordinamento pedagogico territoriale ha l’obiettivo di favorire, tramite azioni mirate, la diffusione di una cultura dell’infanzia a tutela dei diritti dei bambini e delle bambine.

Compiuta un’analisi territoriale, a Milazzo, il coordinamento pedagogico sarà presieduto dal responsabile dell’ufficio dei servizi sociali. Sulla base delle esigenze locali sarà attivata e/o sostenuta una rete educativa che metta in sinergia educatori del nido comunale con docenti di scuole dell’infanzia statali e paritarie, affinché si realizzi la continuità del percorso educativo e scolastico e si offrano alle famiglie servizi qualitativi inclusivi e diversificati. Possiamo definirlo “un facilitatore relazionale del territorio” promotore di ascolto attivo e di dialogo fecondo.

Un suo compito, altrettanto fondamentale, sarà quello di creare opportunità di confronto professionale per una conoscenza sempre più profonda del mondo infantile. Sono previsti anche interventi di consulenza con operatori e genitori.

Con le famiglie sarà bene attivare una comunicazione che spieghi l’importanza, per una crescita serena dei bambini, di frequentare i servizi socioeducativi e scolastici nell’ottica di un’educazione permanente, e di offrire sostegno in momenti di difficoltà e disagio emotivo. Il coordinamento pedagogico può davvero costituire una risorsa per il territorio, che genera sviluppo grazie alla sua funzione educativa.

Giusi CaliriDocente e pedagogista, scuola dell’infanzia “San Giovanni”, I.C. Secondo Milazzo (Me)

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Il coordinamento pedagogico territoriale in molte Regioni è ancora di lontana immaginazione e realizzazione. A livello locale poi, risorse umane limitate, rendono anche difficile la concretizzazione degli intenti migliori. Attualmente, a fronte di realtà dove questo è un processo da tempo consolidato, ve ne sono altre, come il Piemonte, dove tutto è ancora da costruire. Ma i primi passi si possono muovere. Innanzitutto le risorse economiche consentono finalmente di immaginare percorsi formativi comuni, dove sia possibile effettuare riflessioni all’interno e tra i diversi servizi, che permettono di condividere pensieri intorno ai diversi approcci educativi. Aumentare la consapevolezza degli adulti diventa indispensabile per costruire strategie e strumenti partecipati, garantendo che prenda forma una coscienza collettiva della necessità di partire dal dialogo attraverso percorsi comuni, per far evolvere buone pratiche. Se, dunque, non vi è ancora un’istituzionalizzazione di tale apparato di raccordo, vi sono però iniziative che dimostrano la volontà di iniziare a conoscersi e di condividere stili e linguaggi, favorendo la crescita della consapevolezza reciproca.

Claudia OttellaPsicologa e coordinatrice educativa

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Il coordinamento provinciale dei nidi integrati alle scuole dell’infanzia afferenti all’Adasm-Fism di Bergamo vanta una tradizione ormai ventennale.

Nel corso di questi anni, però, si è modificato nelle linee organizzative e di contenuto, qualificando via via la proposta formativa. Tale proposta infatti, che in origine riguardava esclusivamente le educatrici dell’asilo nido, è stata aperta alle educatrici delle sezioni primavera e, a partire dallo scorso anno, alle insegnanti di quelle scuole dell’infanzia che hanno anche nidi e sezioni primavera sperimentando, così, progettualità e buone prassi sullo 0-6.

La proposta formativa è così articolata: un convegno iniziale in plenaria per introdurre l’argomento di riflessione scelto per l’anno educativo, per motivare e dare indicazioni operative; quattro incontri di due ore a cadenza mensile durante i quali vengono rielaborati gli stimoli ricevuti, ci si confronta sulle diverse prassi e si costruiscono nuove progettazioni. Vengono costituiti tre gruppi di lavoro con sede in diverse zone della provincia per favorire sia la partecipazione sia il confronto tra scuole di territori simili e un convegno finale fa un bilancio sulle progettazioni realizzate durante il percorso e per riflettere sulle buone prassi sperimentate.

Caterina SerioReferente provinciale nidi, ADASM-FISM Bergamo

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Un comune di circa 9000 abitanti alle porte della città con numerose frazioni ha tre scuole paritarie con storia e caratteristiche proprie. Una è gestita dalla parrocchia e ospita un nido e una sezione primavera; una da un istituto religioso; la terza, anch’essa con sezione primavera aggiunta, dall’associazione composta dalle famiglie frequentanti con il supporto di una cooperativa sociale. In seguito al d.lgs. 65/17 è avvenuto un importante movimento sul territorio, che ha visto le scuole collaborare con l’Amministrazione comunale nella definizione delle modalità di impiego dei fondi. Larga parte delle risorse sarà riservata a diverse azioni cogestite tra le scuole: oltre alla presenza di una figura che si occuperà del coordinamento pedagogico territoriale, saranno proposti percorsi di formazione comuni a educatrici e maestre (25 persone circa coinvolte), oltre a un supporto specialistico per le esigenze specifiche degli staff.

Il fatto interessante è che l’intero processo è frutto della disponibilità di tutti i soggetti a mettere in comune le risorse, evitando egoismi e “fughe in avanti”, in una logica di reale partnership comunitaria.

Domeni RovelliCoordinatrice scuola dell’infanzia di Azzonica (Bg), cooperativa sociale “Il Pugno Aperto”

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Nel nostro Ambito territoriale il coordinamento avviene mediante il tavolo prima infanzia che esiste da circa dieci anni. Nato come un raccordo tra servizi 0-3 anni, con incontri mensili o bimestrali, si è evoluto come incontro “itinerante” nei servizi, con l’intento di autoformare i partecipanti. Con il tempo gli incontri hanno portato alla costruzione di azioni comuni, occasione di confronto, scambio e riflessione sia rispetto a questioni legate alla quotidianità sia rispetto a tematiche più legislative e/o burocratiche e hanno anche consentito di costruire una rete tra le diverse realtà. In seguito si è deciso di ampliare l’orizzonte e di aprire il coordinamento anche alle scuole dell’infanzia con una grande adesione.

L’obiettivo del lavoro non è omologare i servizi, ma tenere aperte occasioni d’incontro in cui sostare per riflettere e per provare a costruire una cultura dell’infanzia che ha bisogno di visibilità e di maggiore attenzione. Parlare di coordinamento pedagogico vuol dire provare a condurre, accompagnare (nel senso pedagogico del termine) i servizi verso una rete sempre più resistente, verso una condivisione di significati e di pensieri relativi alla prima infanzia.

Elena Ravasio“L’allegra Brigata SNC”, Grumello del Monte (Bg)


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