Vedere. Forse è in questa parola, in questo verbo che custodisce un’azione in apparenza quasi inerte eppure di forza incisiva, che si nasconde una delle profondità dell’educare. Perché vedere è l’inizio per comprendere, per conoscere l’altro, per apprendere di lui cogliendo elementi che permettano via via di incontrarlo, per cogliere in ciò che fa e dice ciò che gli interessa e che gli sta a cuore. Vedere è il primo passo per non farsi sfuggire ciò che ci sta intorno, per non perdere le persone, le cose, i luoghi. Vedere significa porre le basi per poi andare oltre, approfondire, scegliere di guardare con attenzione, con intenzionalità, con responsabilità. Quando chiudiamo gli occhi o giriamo lo sguardo rinunciamo a questa responsabilità. Quando decidiamo di puntare gli occhi e di andare a guardare dentro, invece, la assumiamo. Questo è il tempo di vedere, di non voltare lo sguardo, di “fare il proprio dovere senza paura”, come diceva la mamma di Falcone al giovane Giovanni. In ogni luogo. E in quelli educativi in primo luogo.

Monica Guerra