Quali sono le cose più preziose da insegnare a un bambino nei suoi primi anni? Ognuno, a partire dalla sua idea di educazione, ha certamente una buona risposta. Poi, ci sono le risposte che provengono dalle Indicazioni ministeriali e dalle raccomandazioni europee: allora convergeremmo sull’importanza di favorire l’apprendimento di competenze anche trasversali, capaci di farne sempre più degli individui consapevoli, critici, curiosi. A queste, all’inizio di un nuovo anno, ci piace aggiungere una capacità che non trova spazio nei documenti ufficiali, ma a cui riconosciamo una forza delicata e che pure può sovvertire l’ordine delle cose: la capacità di essere gentili. La gentilezza non è cortesia e neppure buona educazione. La gentilezza è la disposizione a essere nel mondo con delicatezza e cura, disponibili a prescindere da ciò che possiamo ricavarne. È il dono gratuito di un gesto che può trasformare il modo di sentire di chi lo dona e di chi lo riceve. È una scelta di vita, ci suggerisce il professor Kiap, una scelta contagiosa, che come adulti possiamo offrire ai bambini nella quotidianità. Forse non farà clamore, ma può essere che produca effetti più di una valanga. E con ciò sia capace di cambiare il mondo.

Monica Guerra