Questo periodo dell’anno è fatto della materia di cui sono fatti i sogni, quella di cui, come scriveva Shakespeare, siamo fatti anche noi, anche quando fuori il mondo è freddo e buio.
E proprio quando il mondo è più freddo e più buio, i grandi hanno un compito speciale, complesso, certe volte complicato: preservare quella materia, non offrendo illusioni, ma garantendo – nel senso proprio di farsene garanti – ai piccoli di poter abitare la magia potente che è propria della loro età, cosicché possa nutrirli e permettere loro di crescere nel mondo con realismo, ma anche con gioia, fiducia, apertura.
Questo periodo può essere ricco di magia, a prescindere da ciò in cui si crede, ciascuno facendo riferimento a ciò che gli è caro.
Perché la magia risiede nelle molte cose magiche che accadono, ovunque e nonostante tutto, cose fatte di gesti generosi, di presenze costanti, di una energia che scorre e corre tra gli esseri umani quando mettono da parte la paura e si riconoscono simili, nel profondo della loro umanità.
Il nostro compito non è di inventare la magia, ma di conservarla, proteggerla, rilanciarla ad altri – e ai bambini più di tutti – quando sentiamo di esserne toccati.
In questo periodo, i grandi cercano di custodire quella magia per i loro piccoli, e lo fanno continuamente ricreando il gesto di un dono gratuito per farli felici. Non si tratta di evitare frustrazioni o dolori, di ritardare passaggi, di celare verità. Piuttosto, significa rendersi disponibili come base sicura, ma anche offrirsi come modello leggero che riconosce in ogni momento delle possibilità. E, nel farlo, suggerisce a ogni bambino le sue molte risorse.
Con fiducia.

Monica Guerra