Nel periodo in cui prendono forma le progettazioni e si delineano i percorsi educativo-didattici, un altro curricolo lavora sotterraneo, meno esplicito eppure altrettanto se non più potente. È quello fatto di spazi, materiali, tempi, relazioni… Un curricolo che si fa leggere anche quando non è scritto, che famiglie e bambini riconoscono in modo immediato e da cui traggono ipotesi e aspettative, profonde proprio perché non dette ma agite.

In quelle pieghe della progettazione c’è un racconto senza parole che pone l’avvio di una storia, capace di parlare a ogni bambino, anche a quelli che parlano poco. Sono pieghe determinanti, quelle con cui ci mostriamo ai bambini. Le pieghe della relazione che si costruisce giorno dopo giorno nei luoghi e nei momenti che condividiamo. Pieghe da rendere esplicite nel dichiarare la propria progettualità. E da tenere presenti quando il tempo per le cose da fare incalza.

Monica Guerra