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Domande generative

di Elisabetta Marazzi

Pedagogista e formatrice

 

Chi lavora in ambito educativo si pone continuamente domande dando così a esse un’accezione autoformativa, ricercando responsabilmente le migliori soluzioni e strategie possibili.

  

I bambini sono creativi?

“I bambini sono naturalmente creativi per il solo fatto di appartenere al mondo dell’infanzia”. “Sono capaci di creare situazioni fantastiche dal niente”. “Non si comprende come mai i bambini di oggi non siano più in grado di giocare ed esprimersi crea­tivamente mettendo in campo la loro fantasia”. Queste sono alcune delle affermazioni che sovente si sentono all’interno dei contesti educativi quando si parla dei bambini e sono parole che gli adulti talvolta esplicitano quando osservano i piccoli esercitarsi nelle loro creazioni.

Ma come nasce la creatività? E come è possibile che, se davvero i bambini sono creativi perché è nel loro DNA, alcuni bambini ci sembra che non lo siano affatto o che lo siano meno di altri? Come può essere che nonostante noi educatori e insegnati ci prodighiamo nel favorire lo sguardo creativo dei nostri piccoli discenti loro non rie­scano a inventarsi niente? E come può accadere che la creatività svanisca con l’età adulta? Certo da grandi gli impegni e le responsabilità aumentano… non possiamo più permetterci il lusso della creatività!

Ma forse tutto questo non corrisponde esattamente al vero… forse molto dipende da quali contesti un bambino incontra e da quali luoghi e occasioni un adulto predispone nel corso dei primissimi anni di vita trasformando la creatività da dote innata a oggetto di attenzione e lavoro da parte degli educatori e degli insegnanti nella consapevolezza del valore della creatività come parte imprescindibile la formazione di un individuo se assumiamo i presupposti per cui una persona senza creatività “è una persona incompleta, il suo pensiero non riesce ad affrontare i problemi che gli si presentano, egli dovrà sempre farsi aiutare da qualche altra persona di tipo creativo” e che “avrà sempre difficoltà di adattamento nelle inevitabili mutazioni della vita” (B. Munari, Fantasia, Laterza, Bari-Roma, 1977). Favorire la creatività di ciascuno vuol dire allora sostenere lo sviluppo delle individualità, la capacità di esplorare le situazioni e le domande nel tentativo di rintracciare possibili risposte e soluzioni, la competenza che permette di sentirsi pronti ad affrontare le differenti problematiche e incertezze, non tanto perché si sa prima quello che si potrebbe fare ma perché si è preparati a gestire gli imprevisti e gli interrogativi della quotidianità, si è propensi a guardare il mondo con curiosità.

Favorire la curiosità vuole inoltre dire lavorare a livello sociale perché “una persona creativa prende e dà continuamente cultura alla comunità, cresce con la comunità. Una persona non creativa è spesso un individualista ostinato nell’opporre le proprie idee a quelle degli altri individualisti” (ibidem). Lo sguardo creativo permette uno sguardo più ampio che consente a ogni persona di stare all’interno di una rete di relazioni in cui i problemi non sono quelli del singolo ma appartengono a tutti i membri della comunità di riferimento.

Ecco quindi che compito degli adulti è quello di stimolare la creatività nei bambini cercando di non soffocare i suoi pensieri e le sue idee prima ancora di ascoltarle, provando a non costringere i bambini all’interno di schemi prefissati che non gli appartengono, tentando di non obbligarlo a produrre elaborati uguali a quelli di altri solo perché “si fa così”, creando luoghi di scambio di conoscenze e parole tra pari senza preconcetti, favorendo la possibilità di modificare le proprie opinioni.

“Tutto ciò che un bambino memorizza, resterà nella sua memoria e formerà la sua personalità. Dipende da noi adulti passare ai bambini quei dati che li aiuteranno a capire e a vivere con gli altri in modo creativo” (ibidem)… dipende da noi adulti permettere ai bambini di aprirsi a un universo di possibilità in cui possano mettere in dialogo arte e scienza, saperi e intuizioni, limiti, risorse e prospettive del mondo che li circonda.