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di Elisabetta Marazzi

Pedagogista e formatrice

 

Chi lavora in ambito educativo si pone continuamente domande dando così a esse un’accezione autoformativa, ricercando responsabilmente le migliori soluzioni e strategie possibili.

  

Documentare... sai quanto tempo ci vuole?

Documentare è parte integrante del mestiere dell’educatore? Documentare e osservare sono attività importanti tanto quanto stare nella relazione con i bambini, le famiglie e le colleghe? Non sarebbe meglio spendere quel tempo per fare dell’altro? 

La progettazione, produzione ed elaborazione delle documentazioni è un lavoro impegnativo che richiede tempo, costanza, energia e pensiero ma che, altrettanto, può restituire tempo, energia e riflessività… ma come può accadere tutto ciò? 

Possiamo prima di tutto prendere in prestito le parole di Loris Malaguzzi quando afferma che “Tutti i frammenti documentari, ovvero i video, le diapositive, le trascrizioni delle registrazioni fatte diventano reperti fondamentali per cercare di interpretare i processi dei bambini e capire i significati che essi vi attribuiscono, le loro personali elaborazioni dei simboli e dei sistemi simbolici. Come metaforici detective potremo in questo modo seguire le orme dei bambini, le direzioni che loro intraprendono e nelle quali ci invitano ad andare; in tal modo il progetto che si sta vivendo (e documentando) potrà avanzare contenendo in sé la sostanza dei pensieri, delle teorie e dei desideri dei bambini” (C. Edwards, L. Gandini e G. Forman, a cura di, I cento linguaggi dei bambini, Edizioni Junior, Bergamo, 1995). Ecco allora che documentare è attività indispensabile e imprescindibile se si vuole progettare tenendo presenti i bambini, le famiglie e i contesti con cui operiamo: senza documentazione rischieremmo di costruire ipotesi lontane dalla specifica realtà in cui ci troviamo e di ignorare gli interessi e i bisogni delle persone con cui siamo nella relazione educativa, cercando – talvolta in modo ostinatamente inutile – di tenere agganciati i nostri interlocutori rispetto a qualcosa di cui ignorano il significato perché quanto progettato ha significato solo ed esclusivamente per noi. 

Ancora è possibile dire che documentare vuol dire narrare, raccontare, ripercorrere in differenti modi quanto accaduto, elaborare esperienze e conoscenze e costruire il proprio sé poiché “La costruzione narrativa genera una particolare forma di comprensione mediante la quale il soggetto prende coscienza di se stesso, riconosce la propria identità” (A. Bondioli, Gioco e educazione, Franco Angeli, Milano, 1996).

Non da ultimo la documentazione assolve all’importante funzione di agente capace di favorire la riflessione e la riflessività, la rilettura critica di quanto accaduto e la possibilità di ripercorrere quanto si è svolto sotto i nostri occhi obbligandoci a fermarci e soffermarci per poter poi proseguire il cammino con maggior vigore, permettendoci di esplorare nuove e/o rinnovate piste, sostenendo così la nostra professionalità: “La riflessione nel corso dell’azione ha una funzione critica, che sottopone ad esame la struttura di fondo del nostro conoscere nel corso dell’azione. Pensiamo criticamente al pensiero che ci ha condotti in questa situazione difficile o che ci ha offerto questa opportunità, e possiamo, nel corso del processo, ristrutturare le strategie di azione, di comprensione dei fenomeni, o le modalità di impostazione del problema. […] La riflessione apre la strada all’esperimento sul campo. Noi pensiamo e realizziamo nuove azioni intenzionali per osservare i fenomeni che ci appaiono come nuovi, per verificare i nostri tentativi di comprenderli, o affermare le mosse che abbiamo inventato per cambiare in meglio le cose” (D.A. Schön, Formare il professionista riflessivo, Franco Angeli, Milano, 2006).

Qualche tempo fa mi era stato domandato perché mai un professionista dell’educazione dovesse scrivere così tanto… credo che le sopra citate motivazioni siano in grado di rappresentare possibili ragioni riconoscendo nella documentazione quell’occasione utile a organizzare le nostre esperienze e i nostri saperi per meglio condividerli anche con gli altri!