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di Claudia Ottella

Psicologa e coordinatrice educativa

 

La riflessione su un tema si articola attraverso il punto di vista di chi nei servizi lavora, predisponendo il progetto educativo e chi i servizi li vive e cioè le famiglie.

 

Esplorare materiali

Partendo dal presupposto che le scelte che fanno parte della progettazione educativa di un servizio non sono mai neutre, perché parlano sempre dell’idea di bambino che vogliamo trasmettere, comunicano il pensiero che intendiamo portare avanti ed esprimono il tipo di apprendimenti che vogliamo permettere ai bambini che lo abitano, offrire libertà di proposte di esplorazione di materiali, permettendo di approfondire le personali piste di ricerca è sicuramente una scelta che racconta la scelta di un percorso di qualità delle esperienze che vengono offerte ai bambini.

 

Il punto di vista dei servizi

Affinché un servizio sia di qualità non basta scegliere arredi piacevoli, oggetti accattivanti e materiali curiosi, occorre che tutti questi elementi, nel loro complesso, sia-no coerenti con la progettualità specifica che si intende portare avanti. Le più recenti ricerche pedagogiche sottolineano l’importanza di offrire ai bambini nell’esperienza educativa una complessità materica, che garantisca la possibilità di esperienze creative spontanee. Spesso ci si meraviglia di quanto tempo i bambini spendano giocando con materiali molto semplici come contenitori, scatole, rocce, sabbia ecc. mentre si tende a offrire loro giocattoli costosi e sofisticati. Osservando i bambini sappiamo però che preferiscono giochi che stimolano la loro curiosità, che lasciano libertà alla loro immaginazione, ed è quindi compito di chi si occupa di educazione garantire loro il diritto alla creatività e, in modo particolare, un servizio educativo non dovrebbe essere stracolmo di giocattoli convenzionali, che impediscono, o limitano, la possibilità di dare spazio all’uso libero della fantasia. A volte questa scelta viene vincolata da normative e richieste di requisiti di igiene e sicurezza che limitano però molto le possibilità esplorative che garantiamo ai bambini. L’uso di materiali di recupero permette infinite possibilità, offrendo molteplici percorsi esplorativi dell’oggetto, non limitando l’azione a una specifica direzione e a un unico, inevitabile, risultato, come accade con i giocattoli tradizionali che limitano la possibilità di interazione a poche specifiche azioni, di cui alcune “corrette”, che garantiscono il raggiungimento dello scopo prefissato dal costruttore: un puzzle può essere assemblato in un solo modo, materiali non convenzionali si prestano a un’infinita varietà di possibilità. E non c’è un modo giusto o sbagliato di assemblarli. 

  

Il punto di vista delle famiglie

Le famiglie chiedono a chi si occupa dei loro bambini tutte le garanzie possibili, talvolta anche condizionati dalle informazioni veicolate dai mass media che mettono in guardia da soluzioni che non siano certificate a monte attraverso complessi sistemi di controllo. L’utilizzo di materiali “non certificati” può quindi incontrare anche forti resistenze e perplessità. Occorre pertanto far comprendere che l’importanza dell’introduzione nel percorso educativo di esperienze con materiali spontanei, non convenzionali è un’esigenza che dovrebbe essere parte integrante di un processo di apprendimento che intenda davvero rispondere al diritto dei bambini a dare forma alle proprie idee, e che una scelta di questo tipo permette loro di acquisire competenze che non potrebbero passare attraverso la semplice risposta di causa-effetto a un oggetto il cui uso è predeterminato dall’adulto in una sequenza di azioni immodificabile. Tuttavia anche ascoltare l’esigenza di sicurezza, mettendo in atto strategie di approccio equilibrato a questo tipo di proposte, permette di trovare il supporto delle famiglie: si può garantire l’utilizzo di procedure di controllo periodico dei materiali, di organizzazione di piccoli gruppi di lavoro e un’attenta valutazione di rischi/benefici prima di introdurre un nuovo materiale; tutti processi che mettendo in luce un percorso attento e progettato con cura, tranquillizzano le famiglie.