Condividi

Servizi e famiglie

di Claudia Ottella

Psicologa e coordinatrice educativa

 

La riflessione su un tema si articola attraverso il punto di vista di chi nei servizi lavora, predisponendo il progetto educativo e chi i servizi li vive e cioè le famiglie.

 

Emozioni, crescita e apprendimento

È risaputo, anche se spesso purtroppo ignorato, che le emozioni sono strettamente collegate all’apprendimento: generare un clima positivo nel processo di conoscenza ne favorisce l’andamento. Le emozioni sono parte integrante di ogni momento della nostra vita, fin dal principio e sono elemento imprescindibile di ogni percorso educativo.

 

Il punto di vista dei servizi

Nei servizi dedicati alla prima infanzia è richiesto un approccio olistico al bambino, ovvero una valorizzazione di tutte le componenti dell’individuo, coinvolgendo nell’esperienza educativa, insieme alle componenti cognitive, anche quelle corporee ed emotive. Attualmente, purtroppo, l’attenzione a ricreare ambienti di apprendimento in cui si sviluppino emozioni a valenza positiva, tende a diminuire in maniera inversamente proporzionale con il procedere nel percorso scolastico del bambino, fino ad annullarsi quasi all’arrivo negli ordini scolastici secondari. Ma se quanto accade in un tempo che ci sembra lontano, pare non riguardarci – anche se su questo c’è comunque da discutere – ciò non toglie che, già fin dai primi anni, l’attenzione ad approcci che siano finalizzati a mettere in luce i punti di forza dei bambini e non i loro errori, contribuisce a valorizzare l’individuo e a fargli vivere un processo di crescita sereno e armonico in un clima disteso.

Sappiamo che ogni apprendimento non è generato solo da processi di maturazione biologica e che, anche se si nasce motivati ad apprendere, con un bagaglio di curiosità, competenza, spinta all’autonomia che stimola l’individuo a esplorare e conoscere il mondo, è nostra responsabilità di educatori valorizzare tale carica propulsiva, affinché i bambini, fin dai primi processi di apprendimento, abbiano intorno a sé adulti capaci di comprendere l’importanza di alimentare il fare unito al piacere di fare.

 

Il punto di vista delle famiglie

Tenendo in considerazione piano affettivo e processi cognitivi di apprendimento, nel processo di crescita ricopre un ruolo primario l’atteggiamento sia dei genitori che degli educatori. Le neuroscienze hanno evidenziato che sono molti i fattori a influire positivamente sulla creazione di collegamenti tra le cellule cerebrali, e dunque anche sull’apprendimento, fin da quando si è piccolissimi: sano nutrimento e abbondanti coccole sono la ricetta per un bambino felice ma anche per un bambino che apprende felice; in questo, un ruolo fondamentale ha quindi anche la famiglia. Lo sviluppo è connesso alla dimensione affettiva, relazionale e motivazionale: pertanto essere per le famiglie, fin dai primi anni, esempio di una ricerca di conoscenza che passa attraverso obiettivi formativi che non hanno come scopo la prestazione, ma il processo, è fondamentale per il futuro formativo dei bambini che ci sono affidati. Se quotidianamente siamo testimonianza che l’apprendimento non deve coincidere per il bambino con il dimostrare le proprie conoscenze al solo scopo di ottenere il consenso dell’adulto, ma che è un percorso che attraversa la conoscenza per il piacere che l’apprendere determina di per sé, potremmo immaginare di avere un domani bambini le cui famiglie abbiano anche compreso che il diritto di sbagliare è un diritto fondamentale da riconoscere loro.

 

La nostra è dunque una responsabilità forte: saper rivedere la didattica ordinaria e le pratiche quotidiane alla luce di queste riflessioni, per comunicare anche alle famiglie un concetto che servirà al futuro scolastico dei bambini e cioè che a scuola, fin dal principio, si va per stare bene ed essere felici; apprendimento non necessariamente è sinonimo di affanno e impegno, non coincide con oppressione.